Picchia e minaccia di morte la moglie: “Spendeva i soldi per la famiglia in alcol e videopoker”
Era geloso al punto da non permettere alla moglie di instaurare rapporti cordiali con i colleghi di lavoro e, spesso, a causa del troppo alcol le diceva le peggio cose: minacciava di investirla in auto, di ucciderla e di gettare il suo corpo nel fiume, solo per fare qualche esempio. L’uomo ha patteggiato
TRENTO. I soldi destinati alla famiglia li giocava al videopoker o li spendeva nell’alcol. Vizi che hanno minato la serenità della moglie e dei figli, e che si sono aggiunti ad un’indole violenta. Un quarantanovenne, originario della Romania, in Italia da vent’anni e ora residente vicino a Trento, è finito davanti al giudice per maltrattamenti.
Lo ha denunciato la moglie, raccontando tutto ciò che ha dovuto subire negli anni di convivenza (la coppia è ora separata), dagli insulti alle sberle, dalle privazioni di libertà alle minacce di morte. Non solo l’imputato si è dimostrato prepotente negli atteggiamenti, ma la insultava e la intimidiva con parole orribili.
Era geloso al punto da non permettere alla moglie di instaurare rapporti cordiali con i colleghi di lavoro e, spesso, a causa del troppo alcol le diceva le peggio cose: minacciava di investirla in auto, di ucciderla e di gettare il suo corpo nel fiume, solo per fare qualche esempio.
Numerose e improvvise erano le sue esplosioni di rabbia. «In preda ad una furia incontenibile, distruggeva suppellettili, oggetti e porte di casa», è una delle accuse a lui mosse dalla procura. Alla vigilia di Natale 2024 aveva sbattuto la porta del frigorifero con così tanta forza da rompere le mensole interno e, durante la discussione con la moglie, l’aveva colpita con uno schiaffo dopo averla minacciata di morte per l’ennesima volta.
Parti offese nel procedimento sono la moglie e i due figli, ora maggiorenni. L’imputato, difeso dall’avvocata Katia Finotti, ha scelto la via del patteggiamento: undici mesi di reclusione, pena sospesa vincolata al completamento di un corso antiviolenza per uomini maltrattanti. La vittima, risarcita con 5mila euro, ha rimesso la querela.
Il giudice per l’udienza preliminare Gianmarco Giua ha revocato all’imputato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa. L’aumento dei casi di violenza di genere sul nostro territorio è stato evidenziato dal procuratore generale della Corte d’appello di Trento Corrado Mistri in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, il 31 gennaio. In un anno la procura di Trento ha avviato 243 procedimenti penali per maltrattamenti in famiglia.