Assegno di natalità Trentino: cosa cambia per il terzo figlio
Resterà solo per il primo e il secondo. Per i terzi figli nati entrerà invece un contributo diverso, con regole separate. Confermati i benefici per chi ha avuto il terzo figlio entro il 31 dicembre 2025
TRENTO. La Provincia di Trento aggiorna le regole dell’Assegno unico provinciale per il periodo 1 luglio 2025 – 30 giugno 2026. La novità principale riguarda i contributi legati alle nascite: dal 1° gennaio 2026 l’assegno “standard” di natalità (quota C) sarà riconosciuto solo per il primo e il secondo figlio, mentre per il terzo figlio entrerà in gioco una misura diversa, chiamata “assegno di natalità per il terzo figlio”.
L’aggiornamento, approvato dalla Giunta su proposta del vicepresidente Achille Spinelli, serve a traghettare il sistema dalle regole vecchie a quelle previste dalla legge di bilancio provinciale 2025–2027, evitando che chi già riceve contributi li perda all’improvviso. In pratica, la Provincia prova a tenere insieme due obiettivi: non cambiare le carte in tavola per chi è già dentro, e rendere più ordinato e sostenibile il meccanismo per le nuove nascite.
In parole semplici, la situazione diventa questa: i terzi figli (e successivi) nati entro il 31 dicembre 2025 continuano a essere coperti dalle regole precedenti (quota C2 e assegno di natalità “vecchio”). Per i figli nati invece dal 2026 in poi, l’assegno di natalità ordinario resta solo per i primi due, mentre per il terzo figlio (e per i successivi) vale l’assegno specifico previsto dalla nuova normativa. Inoltre, per i terzi figli nati dopo il 31 dicembre 2025 non si applica più la maggiorazione mensile da 50 euro legata alla quota B1.
Accanto a questo, arriva una seconda novità: parte in via sperimentale la Carta argento Trentina, destinata ai nuclei composti da persone con più di 65 anni. Per chi già riceve la quota A dell’assegno unico provinciale, è prevista una maggiorazione una tantum da 3.600 euro, pagata in un’unica soluzione tramite questa carta, utilizzabile per acquistare beni presso esercizi accreditati dalla Provincia.
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