Tribunale

Foto e videopedopornografici: arrestato In casa aveva anche tre fucili

In carcere un 60enne trentino. L’indagine della polizia postale dopo la segnalazione di un’agenzia statunitense: centinaia di file scaricati sul pc che ritraevano bambini in atteggiamenti intimi

TRENTO. Lo hanno trovato in possesso di centinaia di foto e video a sfondo sessuale che vedevano protagonisti dei minori, anche molto piccoli di età. Le immagini forti e anche molto violente di bimbi in atteggiamenti intimi, scaricate e raccolte in cartelle sul pc di casa, sono costate l'arresto a un uomo, ultrasessantenne, residente in un sobborgo di Trento. Accanto, però, all'accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, a suo carico è scattata anche una denuncia per detenzione abusiva di armi, essendo stati rinvenuti in casa ben tre fucili, non regolarmente registrati.

L'arresto è scattato nel pomeriggio di martedì, a seguito di una perquisizione domiciliare eseguita dalla polizia postale (Centro operativo per la sicurezza cibernetica del Trentino - Alto Adige), allertata da una serie di segnalazioni giunte da agenzie statunitensi, impegnate in controlli a tappeto su scala internazionale contro la diffusione di materiale scaricato illegalmente. Fra le comunicazioni inviate alle Procure italiane, anche quella del sessantenne trentino, per il quale è stato emesso un mandato di perquisizione. Non è stato facile per il personale della postale riuscire a individuare l'indirizzo Ip (una sorta di etichetta numerica che identifica ogni dispositivo in uso) del computer su cui venivano scaricati file con contenuti sessualmente espliciti, attraverso degli specifici programmi.

Che però hanno incastrato l'uomo, tracciando anche la diffusione di tale materiale. Al router per la rete Internet erano collegate ben tre utenze, fra cui quella dell'indagato. Per capire quale fosse quella corretta, utilizzata dunque per ottenere video e foto illecite, sono state condotte delle ulteriori verifiche anche in altre abitazioni, vicine a quelle della persona interessata. Nell'appartamento del sessantenne, che viveva da solo e senza figli, è stato trovato un quantitativo ingente di materiale che ritraeva bambini, e ragazzini sotto i 14 anni, in atteggiamenti intimi. Tutto era conservato su un dispositivo di qualità a livello tecnologico e informatico. Come già accennato, nel corso delle verifiche, sono stati rinvenuti anche tre fucili, detenuti irregolarmente, senza essere stati preventivamente denunciati come di prassi in questi casi.

Gravi le accuse a carico dell'uomo, che ora dovrà difendersi davanti al giudice, contenute nel fascicolo aperto dalla Procura di Trento - rappresentata dal pubblico ministero, Giorgio Bocciarelli. Nella giornata di oggi si terrà l'udienza di convalida dell'arresto davanti al gip. Questo non risulta essere però un caso isolato. Soltanto pochi giorni fa, un 47enne residente in Trentino è stato arrestato per detenzione di quasi 30 mila file pedopornografici e indagato per reati ancora più pesanti. Laureato, dipendente di un ente prestigioso, il professionista è finito in carcere, a seguito di una perquisizione delegata alla polizia postale dalla Procura di Milano che ha coordinato l'indagine che ha coinvolto altri quattro soggetti, di età compresa tra i 47 e i 57 anni, residenti nelle province di Roma, Latina, Brescia e Milano, tutti denunciati.

L'inchiesta, contro lo sfruttamento sessuale dei minori online, ha permesso di individuare una rete di utenti coinvolti nel fenomeno del "live distant child abuse", una forma di violenza commessa a distanza tramite videochiamate. L'operazione, avviata dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online della polizia postale, ha fatto emergere un sistema strutturato di contatti, accordi preventivi e pagamenti elettronici attraverso il quale soggetti definiti «buyer» commissionavano in tempo reale abusi sessuali su minori a intermediari presenti fisicamente accanto alle vittime, i cosiddetti «trafficker» o «vendor». F.C.

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