Sanità

Medici di famiglia: oggi assegnati 12 incarichi, ma 42 restano vacanti

Da Ala a Trento, ecco le nuove assegnazioni. Resta la carenza di professionisti. Ferro (Asuit): «A marzo un bando ordinario e apertura delle Case di comunità

TRENTO. Dodici su un totale di 54: tanti (o, per meglio dire, pochi) sono i posti di medicina generale assegnati oggi ai medici che avevano presentato la candidatura per la copertura degli incarichi vacanti individuati dal bando del ruolo unico di assistenza primaria, pubblicato lo scorso dicembre.

Non si tratta di una sorpresa: al bando avevano infatti risposto solo 10 medici, che diventavano 19 considerando anche gli specializzandi, a tutti gli effetti studenti che stanno completando il proprio percorso di formazione.

I posti assegnati sono questi:

  • Ala: 1 incarico
  • Arco: 2 incarichi
  • Predazzo: 1 incarico
  • Primiero: 1 incarico
  • Riva: 1 incarico
  • Rovereto: 1 incarico
  • Sant’Orsola Terme: 1 incarico
  • Sanzeno: 1 incarico
  • Trento Oltrefersina: 1 incarico
  • Trento San Giuseppe / Santa Chiara: 2 incarichi.

I professionisti incaricati avranno tempo al massimo tre mesi per aprire l’ambulatorio.

Gli incarichi vacanti, conti alla mano, sono dunque 42. Come rimediare? L'opzione più immediata sarà quella di alzare il massimale di pazienti ad alcuni medici limitrofi alla zona rimasta "vuota" per dare risposte a tutti i cittadini. 

«Queste assegnazioni rappresentano un risultato concreto per il rafforzamento della medicina territoriale in Trentino. Le assegnazioni superano le aspettative, considerando che si tratta di incarichi che in altre regioni spesso restano vacanti e che il bando di dicembre era una pubblicazione straordinaria. Grazie all’impegno dei medici che hanno scelto di aderire al ruolo unico, possiamo garantire continuità assistenziale nelle comunità e rafforzare la presenza dei professionisti sul territorio, con particolare attenzione alle zone che ne hanno maggiore bisogno. A marzo pubblicheremo il bando ordinario e siamo convinti che la nostra organizzazione territoriale e l’apertura delle Case della comunità rappresenteranno un forte incentivo per i professionisti a valutare l’opportunità di lavorare nella sanità trentina», ha commentato il direttore generale di Asuit, Antonio Ferro.

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