Emergenza abitativa

Una coppia con due figli da un paio di anni alla ricerca di una casa: "Siamo disperati”

La famiglia ha già contattato istituzioni ed enti competenti, ma ancora nessuna risposta: “Stiamo veramente battendo a tappeto tutte le vie per ricercare una casa abitabile, ma stiamo perdendo le speranze”

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Con due bambini, adesso di 12 e di 9 anni, stanno cercando casa da più di due anni. La coppia in questione, entrambi cittadini italiani originari da fuori Regione, si sono trasferiti a Trento 14 anni fa per motivi di lavoro, per ripartire e costruirsi una vita insieme. Nessuno di loro, ora, vuole andare via dalla provincia perché nonostante le continue difficoltà, la città del Concilio per i due, è diventata casa. Lei, lavoratrice 49enne, lui 47enne, da 12 anni vivono in meno di 50 metri quadri a Trento Sud.

Sfrattati a dicembre 2025, pochi giorni fa hanno dovuto fare le valigie e trovare una sistemazione temporanea lontani dalla città, in Valsugana, a casa di una loro conoscente. Alloggio, appunto, momentaneo, non potendo rappresentare - a detta della coppia - una soluzione definitiva.

«A breve ci troveremo punto a capo, di nuovo in una situazione critica sia per la gestione del lavoro che dei bimbi che vanno a scuola in città», sostiene il papà (che preferisce non esporsi con il suo vero nome per questioni di tutela). «Abbiamo fatto il trasloco in questi giorni di gelo con temperature sotto lo zero. Non avendo spazi a disposizione, abbiamo dovuto buttare via tutti i mobili. Non abbiamo un posto nostro».

Nessun garage, dunque, dove mettere le cose, nemmeno temporaneamente. Ma questo, forse, rappresenta il problema minore di tutta questa vicenda che purtroppo, accomuna tantissimi lavoratori e famiglie in fascia «grigia», quindi non in bassa soglia ma neppure con un'entrata così elevata da permettersi qualsiasi tipo di alloggio sul mercato. Che allo stato attuale, risulta fermo con poca offerta e prezzi molto elevati.

«L'abitazione dove siamo stati tanti anni ormai anche per questioni strutturali era da abbandonare: il riscaldamento, per esempio, non andava più. Non soddisfava più le nostre esigenze. Ora, però, dobbiamo cercare un posto dove stare e non lo stiamo trovando in nessun modo: siamo disperati». Un'odissea in cui doversi districare tra «affitti impazziti, immobili dati solo a studenti e anticipi alle stelle».

Dopo anni di attesa la famiglia, nel 2023, stava per concludere un contratto con Itea (cosa poi non andata in porto per una rinuncia degli stessi, non soddisfando appieno le loro esigenze, anche di trasporti). «Così dal 2023 abbiamo iniziato a cercare sul mercato privato, intensificando da maggio 2025 quando abbiamo saputo che dovevamo lasciare casa. Abbiamo cercato anche di acquistare un immobile, ma è impossibile».

La famiglia ha già contattato istituzioni ed enti competenti, ma ancora nessuna risposta. «Stiamo veramente battendo a tappeto tutte le vie per ricercare una casa abitabile - conclude - ma stiamo perdendo le speranze».

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