Cani e gatti, in Trentino sono 150mila: 25mila in più rispetto a quattro anni fa
A svettare, data anche l'obbligatorietà del codice identificativo, sono ancora una volta i cani con ben 134.644 esemplari: uno ogni quattro abitanti. Il risultato dell'ultimo rapporto "Animali in città" di Legambiente
TRENTO. Oltre 150mila. Questo il numero degli animali d'affezione registrati all'anagrafe in provincia di Trento. E a svettare, data anche l'obbligatorietà del codice identificativo, sono ancora una volta i cani con ben 134.644 esemplari: uno ogni quattro abitanti.
Ma a fronte di un numero così importante, secondo l'ultimo rapporto "Animali in città" di Legambiente, le performance che le amministrazioni comunali e aziende sanitarie sul territorio dichiarano di offrire ai cittadini risultano spesso appena sufficienti o addirittura scarse.
I numeri
In Italia, secondo Istat, la quota di animali regolarmente registrati all'anagrafe canina risulta essere in aumento sfiorando nel 2024 i 10 milioni di famiglie con almeno un animale domestico (37,7%). L'incremento tocca anche il Trentino che ad oggi conta ben 153.403 animali d'affezione (circa 25mila in più rispetto a quattro anni fa). Di questi 134.644 sono cani, 19.734 gatti e 25 furetti.
Tale dato ovviamente non corrisponde al numero reale dei pets presenti sul territorio. Il tasso di microchippatura per i felini, ad esempio, è storicamente molto basso non essendoci un obbligo nazionale, e si stima che solo il 10-20% dei gatti che vivono in famiglia sia regolarmente registrato. Il tasso di microchippatura per i cani si stima invece molto alto con un'evasione all'obbligo sul territorio solo tra il 3 e il 5%.
L'indagine
A fronte di un'incidenza di animali d'affezione provinciale addirittura superiore all'intera popolazione di Trento non tutti i servizi per i pets, come detto, vengono valutati positivamente. A testimoniarlo è l'ultimo rapporto di Legambiente che, come ogni anno, ha chiesto a comuni (e aziende sanitarie) una serie di informazioni per comprendere la reale gestione degli animali domestici nello "stivale". Va detto che il tasso di risposta comunale complessivo in Trentino è tra i più bassi d'Italia (appena il 6% con solo 10 comuni che hanno fornito una risposta su tutti i 166).
La valutazione
Partendo dai dati forniti dell'Azienda sanitaria locale, la valutazione complessiva della performance dell'Apss rispetto agli animali domestici risulta «sufficiente» con 34,2 punti su 108. Ad abbassare il risultato soprattutto l'indicatore delle risorse e dei risultati (7,75 punti su 36) che considera diventi parametri tra cui il rapporto fra la spesa dichiarata per servizi legati agli animali domestici e il numero dei cittadini residenti, o la percentuale di gatti sterilizzati tra quelli presenti nelle colonie feline.
Considerando invece le informazioni fornite dal Comune di Trento la performance complessiva viene valutata come «buona» con 46,4 punti su 109. Ad essere premiati soprattutto il quadro delle regole come la previsione di specifiche sanzioni per gli illeciti, o una disciplina che rafforzi la prevenzione e il contrasto alla detenzione e utilizzo di esche e bocconi avvelenati nel territorio comunale. Per quanto riguarda il resto dei comuni trentini la valutazione è ovunque «scarsa» o «insufficiente».
A penalizzare soprattutto la carenza di un quadro normativo ad hoc come a Primiero San Martino di Castrozza (2 punti su 27) o a Bedollo (1 punto su 27); ma anche la mancanza di controlli (come l'applicazione delle norme o la dotazione di lettori microchip) come a Sant'Orsola Terme (3,5 punti su 25) o in Altopiano della Vigolana (2 punti su 25). Bassa in alcuni comuni anche l'organizzazione dei servizi (come la presenza di uffici pubblici dedicati o di procedure d'intervento per animali in difficoltà) come a Fai della Paganella (6,5 punti su 27) o a Roverè della Luna (6,6 su 27).