Il report

Non si curano 18 mila anziani trentini

L’Apss: «Tra i principali motivi di rinuncia le liste d’attesa». Lo studio dell’Osservatorio epidemiologico sui 135 mila trentini che hanno più di 65 anni: tra questi il 14% rinuncia a visite mediche e cure, con quasi un raddoppio rispetto all’8% del 2023

di Matteo Lunelli

BOLZANO. Il 14% degli anziani trentini (persone con oltre 65 anni) è costretto a rinunciare a esami e visite mediche. E, come dice l'Azienda sanitaria, «per il 57% - 10 mila persone - tra i principali motivi di rinuncia alle cure ci sono le liste d'attesa troppo lunghe, mentre per il 17% la scomodità dell'appuntamento (lontananza e orari)». Ma non va sottovalutato l'aspetto economico: «la probabilità di rinunciare alle cure degli over 65 con difficoltà economiche risulta quattro volte quella di chi non ne ha».

In numeri assoluti, considerato che il 24% della popolazione trentina ha più di 65 anni (poco più di 130 mila persone) e che appunto il 14% di questi rinuncia almeno una volta a curarsi, stiamo parlando di oltre 18 mila anziani trentini. E il dato, che si riferisce al 2024, è purtroppo in netta crescita, quasi raddoppiato rispetto all'8% del 2023. Le percentuali sono lontane dal 33% del 2021 e dal 20% del 2022, ma va ricordato che quegli anni erano condizionati dalla pandemia, quando andare a fare una visita era sostanzialmente impossibile, oltre ad essere sconsigliato per evitare di esporsi a potenziali contagi.

Va anche detto che lo scorso anno l'86% degli anziani (in calo rispetto al 92% del 2023) non ha dovuto rinunciare alle visite. Nell'analisi del biennio 2023/2024 emerge che chi si è fatto visitare ha trovato risposte nel 58% dei casi sempre nel servizio pubblico, nel 42% dei casi sia nel pubblico sia in servizi a pagamento e nel 10% dei casi solo a pagamento.Come accennato i numeri emergono dal report a cura dell'Osservatorio epidemiologico dell'Azienda sanitaria - Dati Passi d'Argento 2023-2024 e Istat 2025. Lo studio parte dall'analisi della popolazione, con la conferma del costante e inesorabile invecchiamento della popolazione. Basti pensare che se oggi in Trentino le persone con 65 anni e più sono il 24% del totale e quelle con 75 anni e più il 12%, quarantacinque anni fa, nel 1980, erano rispettivamente il 14% e il 6%. Inoltre, secondo le proiezioni Istat, le percentuali saliranno al 31% e al 17% nel 2040. L'indice di vecchiaia dice che ogni 100 giovani (0-14 anni) in provincia di Trento si contano 187 persone con 65 anni e oltre.

Ma più importante di dire quanti sono gli anziani è dire come stanno. E in Trentino stanno bene: la grande maggioranza, infatti, è autonoma e in buona salute (oltre 100.000 persone), il 10% mostra segni di fragilità (circa 14.000 persone) e il 9% presenta disabilità e non è autonomo nella vita quotidiana (11.200 persone). Sono maggiormente a rischio di sviluppare sintomi depressivi le donne (9%, 4% uomini), le persone anziane in difficoltà economica (15% contro il 5% di quelle senza difficoltà) e le persone fragili o disabili (22%) rispetto agli anziani in buona salute (5%).Un aspetto invece molto delicato riguarda il rischio di esclusione sociale e di solitudine, che nel 2024 ha riguardato l'8% degli over 65 trentini, ovvero circa 10 mila persone, che non hanno avuto alcun momento di socialità collettiva o semplicemente qualcuno con cui fare una chiacchierata. È maggiormente a rischio chi ha un basso livello di istruzione, chi ha problemi sensoriali e chi ha fragilità e disabilità.

Fortunatamente, grazie a una buona rete, il 26% ha partecipato ad attività sociali, il 23% ha preso parte nel corso dell'anno a gite e il 9% a corsi di formazione. La maggior parte è stata coinvolta in momenti di socialità come un incontro o una telefonata con qualcuno per chiacchierare (91%), andare al centro anziani, in parrocchia o presso qualche associazione (30%) oppure fare volontariato (11%). Il 32% delle persone anziane è una risorsa per familiari.La maggioranza degli anziani trentini è fisicamente attiva (76%), il restante 24%, ossia 31.000 persone, è sedentario. La metà delle persone anziane in Trentino consuma alcol (49%), tra essi il 25% beve con modalità a rischio per la salute, ossia consumano mediamente ogni giorno più di una unità alcolica (un bicchiere di vino o una birra o un bicchierino di super alcolico). Si tratta di una dipendenza: più frequente tra gli uomini (40% rispetto al 13% delle donne) e tra chi è in buona salute. Infine, la gran parte del target non fuma (91%), tuttavia il 9% è un fumatore, vale a dire oltre 11.000 persone. Il consumo medio giornaliero è di circa 11 sigarette, però il 24% dei fumatori ne fuma almeno un pacchetto al giorno.

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