Riforma elettorale, quattro deputati regionali a rischio
Allarme per l'ipotesi che porterebbe alla riduzione dei seggi per Trento e Bolzano. Patton: "Dobbiamo fare muro come territorio per difendere i collegi"
TRENTO. A livello nazionale la maggioranza di centrodestra ha iniziato a parlare di riforma della legge per l'elezione di Camera e Senato, eliminando i collegi uninominali e rendendo il sistema interamente proporzionale, ma con un premio di maggioranza da attribuirsi - questa è l'ipotesi - a chi prevarrà su base nazionale con almeno il 40-42% di voti nella competizione elettorale che conseguirebbe così il 55% dei seggi.
L'impatto di una modifica di questo tipo potrebbe avere conseguenze pesantissime sul numero di deputati e senatori del Trentino e dell'Alto Adige. Secondo le stime nella nostra circoscrizione regionale il rischio è la perdita di 4 deputati sui 7 eletti nel 2022, ne resterebbero 3 (fra Trento e Bolzano), mentre i 6 senatori (tre per ciascuna Provincia) dovrebbero essere garantiti dalla Costituzione.A lanciare l'allarme sono il deputato Dieter Steger, che è anche l'Obmann della Svp, e il senatore trentino Pietro Patton (Gruppo per le autonomie). Il senatore sottolinea come ci sia il pericolo reale di perdere quattro deputati sui sette attuali perché non ci saranno più i collegi uninominali «e la ripartizione dei seggi sarà su base nazionale tenendo conto della popolazione».
«Con un sistema proporzionale - osserva Patton - in base alla popolazione rischiamo di avere un solo deputato a Trento e uno a Bolzano come la valle d'Aosta. Mentre per il Senato dovrebbero restare 3 per Provincia sempre che non cambino la Costituzione». L'articolo 57 della Costituzione, come risultante dalla riforma costituzionale del 2020, prevede infatti che a ciascuna Regione o Provincia autonoma non possa essere assegnato un numero di senatori inferiore a 3. Ma la Val d'Aosta che ne ha uno solo.
«Dobbiamo fare muro - insiste il senatore Patton - come territorio, come sta facendo Bolzano, per mantenere l'attuale sistema elettorale con i collegi uninominali. È l'unico modo per garantire la rappresentanza del Trentino in Parlamento».
Il deputato della Svp, Dieter Steger, di fronte all'ipotesi di riforma proporzionale con premio di maggioranza dichiara: «Abbiamo una buona legge elettorale in Alto Adige e, per quanto riguarda il Senato, è addirittura sancita dalla Costituzione». Stime interne della Svp hanno calcolato che con la rifoma il numero di deputati della Volkspartei scenderebbe dagli attuali tre a uno. Per questo Steger dichiara: «Siamo fiduciosi che in caso di riforma della legge elettorale sarà tenuto conto della peculiarità dell'Alto Adige, i nostri parlamentari a Roma rappresentano l'intero territorio e non solo in modo ideologico il proprio elettorato». Il governatore trentino Maurizio Fugatti sulla questione dice: «Non mi occupo di legge elettorale nazionale».
E il deputato altoatesino di FdI ma eletto in Veneto, Alessandro Urzì, non si sbilancia: «La riforma della legge elettorale non è ancora all'ordine del giorno». Ma proprio ieri il ministro meloniano per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha dichiarato: «La legge elettorale è una priorità». Aggiungendo: «L'attuale sistema, in particolare al Senato non è in grado di determinare una maggioranza sicura». Ma un testo comunque ancora non è stato depositato.Nel 2022 in Trentino furono eletti alla Camera nei due collegi uninominali: Andrea de Bertoldi e Vanessa Cattoi per il centrodestra e nella lista proporzionale Alessia Ambrosi (FdI) e Sara Ferrari (Pd). Nei tre collegi senatoriali: Pietro Patton (centrosinistra), Michaela Biancofiore ed Elena Testor (centrodestra).