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Trentino, 2.350 domande per l’incentivo “nuovi nati” in un mese

Il contributo è pari a 1.100 euro complessivi, distribuiti in cinque anni. Il meccanismo prevede 300 euro alla nascita, o all’atto dell’adozione o dell’affidamento, più 200 euro all’anno per quattro anni, subordinati al versamento minimo di 100 euro annui da parte della famiglia

TRENTO. Oltre 6.100 domande in un mese per l’“incentivo nuovi nati” della Regione. La misura, proposta dall’assessore Carlo Daldoss, sostiene l’iscrizione dei bambini nati o adottati negli ultimi cinque anni a una forma di previdenza complementare. Le domande presentate sono 6.192, di cui 785 attraverso i patronati, un avvio giudicato “molto incoraggiante” dalla Giunta regionale, che vede nell’intervento una scelta strategica per il futuro delle famiglie.


Nel dettaglio, le adesioni sono suddivise fra provincia di Trento (2.350) e provincia di Bolzano (3.842), con una composizione di genere quasi paritaria. La misura interessa i minori nati o adottati dal 2020 al 2025, con una distribuzione omogenea fra le annate.

Il presidente della Regione Arno Kompatscher ha definito l’iniziativa un ulteriore esempio di lungimiranza, ricordando come il sistema dei fondi Pensplan sia ormai considerato un modello a livello nazionale per solidità e capacità di risposta ai bisogni sociali.


L’assessore Daldoss ha spiegato che il contributo è pari a 1.100 euro complessivi, distribuiti in cinque anni, e ha invitato le famiglie a informarsi sul sito della Regione o presso gli infopoint. Il meccanismo prevede 300 euro alla nascita, o all’atto dell’adozione o dell’affidamento, più 200 euro all’anno per quattro anni, subordinati al versamento minimo di 100 euro annui da parte della famiglia. In via transitoria, il contributo è riconosciuto anche ai bambini che al 1° gennaio 2020 non avevano ancora compiuto cinque anni.


Il requisito richiesto prevede almeno tre anni di residenza del richiedente in un comune della Regione e la residenza del minore in seguito alla nascita, all’adozione o all’affidamento. Per ottenere le erogazioni negli anni successivi, il minore deve continuare a risiedere stabilmente in Regione.

La misura, universale e non soggetta alla condizione economica della famiglia, è gestita da Pensplan Centrum, società in house che cura gli aspetti operativi e promuove l’iniziativa anche attraverso gli uffici comunali.

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