Il lutto

Dolore e commozione per la morte a 41 anni di Ivano Rinaldi: oggi il rientro della salma

Venerdì il funerale. Grande il dolore per la scomparsa improvvisa domenica in un incidente in Piemonte del direttore generale di Siad la società di gestione e consulenza degli affiliati Dao. Il ricordo commosso dei vertici del Patt, partito del quale era stato candidato. Marchiori: «Non volevo crederci» Panizza: «Giovane di grande valore, mancherà a tutti»

di Leonardo Pontalti

STRIGNO. «A volte è Thomas a cercare di tenermi su il morale. I bambini per fortuna hanno una forza tutta loro». Quella forza che, da sola, in questo momento sa di non avere Silvia Caramelle, che con Ivano Rinaldi ha perso non solo il compagno di una vita, ma soprattutto di quella che ancora tutti e tre avevano davanti.

«La tua vita è stata per noi un dono prezioso, il tuo ricordo una luce che illuminerà il nostro cammino», hanno voluto ricordarlo i suoi cari nell'annunciare la data del funerale del quarantunenne morto domenica in Piemonte, dopo un incidente d'auto ad Alba: Rinaldi sarà salutato dopodomani, venerdì 12 dicembre, alle 15 nella chiesa parrocchiale della sua Strigno, dove domani sarà celebrato il rosario alle 19. Come già è avvenuto ieri sera nella chiesa parrocchiale della Vela, dove Rinaldi viveva con moglie e figlio.

Oggi Silvia tornerà in Piemonte, per accompagnare Ivano, la cui salma arriverà nel pomeriggio in Trentino. Dove lo piangono non solo i suoi cari, gli amici, il mondo della cooperazione di cui faceva parte come direttore generale di Siad, la società di servizi e consulenza degli associati Dao, ma anche il mondo della politica, con quel Patt di cui aveva fatto convintamente parte per anni, fin da ragazzino «e quando arrivano notizie così non vorresti crederci. È stato un colpo al cuore».

All'interno delle Stelle Alpine, Simone Marchiori, l'assessore provinciale e segretario del Patt, è tra coloro che sono . La scomparsa improvvisa di Ivano Rinaldi per lui ha rappresentato non solo la perdita di un amico, ma anche di un bel pezzo del suo percorso politico: «Aveva guidato il movimento giovanile del partito, da presidente e si era sempre messo a disposizione quando c'era bisogno di persone di valore, anche per le candidature alle elezioni, provinciali, politiche, europee... Negli ultimi anni aveva dovuto accantonare in parte questo suo impegno, a causa delle crescenti responsabilità soprattutto lavorative che, assieme all'amore per la sua famiglia, lo assorbivano molto. Ma era sempre un convinto autonomista, come lo era stato fin da ragazzo».

«Abbiamo perso un giovane davvero brillante, che nel Patt ha sempre portato idee e visioni: era proprio una bella testa», lo ricorda commosso il presidente onorario del partito Franco Panizza: «Lo ricordo fin da giovanisimo per la sua profonda convinzione nel sostenere gli ideali autnomisti, sia nel Patt che negli Schuetzen. Una perdita dolorosa per tutti».

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