Allarme influenza, ricoverati 3 adulti e 24 bimbi
A letto già 4mila trentini, ma il picco arriverà a gennaio. Da lunedì vaccino per tutti per bloccare il virus
TRENTO. Tre persone ricoverate in terapia subintensiva per gravi problemi respiratori. Una in isolamento nel reparto malattie infettive. 24 bambini ricoverati nelle ultime settimane per febbre alta e prolungata. A questo si aggiungono altri 4 mila trentini a letto nelle loro abitazioni. Il virus dell'influenza sta già colpendo duro ma - dicono gli esperti dell'Azienda sanitaria - siamo ancora agli inizi. Per cercare di contenere contagi e ricoveri, il consiglio dei medici è quello di vaccinarsi.
«Si è ancora in tempo visto che il picco è previsto per gennaio» - spiega la dottoressa Maria Grazia Zuccali, direttrice del Dipartimento di Prevenzione. Dopo che nella prima parte della campagna la vaccinazione gratuita era stata riservata agli over 65, ai malati cronici, ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni, alle donne in gravidanza o a particolari categorie di lavoratori, da lunedì sarà aperta a tutti. Inoltre per sabato 13 è stato organizzato un open day vaccinale. «Attualmente i contagi in Trentino seguono l'andamento nazionale. Dall'Europa arrivano notizie che ci stiamo avvicinando alla soglia epidemica. Attualmente in Trentino abbiamo 8 malati ogni mille persone, quindi in pratica 4 mila soggetti sono a letto. Tra queste, circa 1.000 sono bambini sotto i 4 anni e 200 sono anziani over 65. Numeri che sono destinati a crescere», fa presente la direttrice che aggiunge: «Ad oggi sono state vaccinate oltre 103.000 persone, un dato leggermente inferiore rispetto allo scorso anno (104.500), di cui 68.000 over 65.
La copertura vaccinale nella popolazione sopra i 65 anni è del 51,7%, rispetto al 54,1% dello scorso anno. Ricordo inoltre che, in occasione dell'open day del 13 dicembre, le persone con più di 65 anni possono richiedere la cosomministrazione dei vaccini anti-Covid, antipneumococcico e contro l'Herpes Zoster. Altra categoria al quale il vaccino era raccomandato, quella dei bambini, ha aderito in maniera maggiore rispetto allo scorso anno ma comunque con una percentuale piuttosto bassa, il 20%, I bambini sono un forte veicolo di diffusione e quindi vaccinarli riduce i rischi per loro ma anche per le persone che stanno vicino».Il direttore generale dell'Apss Antonio Ferro spiega che ogni punto in più di copertura è sofferenza evitata.
«L'influenza non è una passeggiata e aprendo la possibilità a tutti di vaccinarsi contiamo di dare un'ulteriore "spallata" finale al virus. È importante farlo per sé stessi e per chi ci è vicino. Ogni anno si contano 8 mila vittime dell'influenza e a rischio sono soprattutto le persone fragili e gli anziani. Attualmente il maggior numeri di contagi si registra tra i bambini ma fra poche settimane i numeri si alzeranno anche per la popolazione adulta». La conferma che le conseguenze dell'influenza possono essere anche gravi arrivano dal primario di Malattie infettive Massimiliano Lanzafame. «La gente spesso non sa che sopra i 65 anni si è più vulnerabili e le conseguenze dell'influenza possono essere importanti. Aumentano le ospedalizzazioni e aumenta la mortalità. Solo per far dei numeri: aumenta di otto volte il rischio di ictus, aumenta anche a distanza di 10 anni la possibilità di sviluppare la malattia di Parkinson, aumenta del 10% il rischio di infarto miocardico e aumenta del 75% la possibilità di avere sia ipo che iperglicemia. Il mio auspicio è che soprattutto i medici di medicina generale incentivino i loro pazienti a vaccinarsi».
I sintomi di questa influenza 2025 sono quelli «classici»: febbre elevata per 2-5 giorni, mal di testa, dolori muscolari o articolari, disturbi respiratori e in alcuni casi diarrea. Per quanto riguarda i bambini, come detto, ci sono già stati 24 ricoveri e non si contano gli accessi al pronto soccorso pediatrico per febbri molto alte. «Ricoveriamo ogni giorno 2-3 bambini ma fortunatamente al momento nessuno ha avuto bisogno di supporti particolari, ad eccezione di un bambino molto piccolo che per respirare è stato aiutato con ossigenazione ad alti flussi - spiega il primario Massimo Soffiati, direttore del Dipartimento di pediatria -. Da circa due anni, inoltre, vengono offerti prima delle dimissioni ai nuovi nati gli anticorpi monoclonali per il virus sinciziale. L'adesione è del 95% al S. Chiara e del 90% a livello provinciale. Questo ci ha consentito di ridurre al minimo la scorsa stagione i ricoveri per questo virus che provoca la bronchiolite. Quest'anno abbiamo avuto tre casi molto blandi».
L'assessore alla salute Mario Tonina vede la prevenzione come un dovere morale, un atto di responsabilità. «In un momento particolare della sanità, in cui in alcuni settore c'è carenza di personale, credo che se ognuno di noi può fare qualcosa per aiutare anche le persone che lavorano in prima linea nella sanità, per ridurre gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri, lo debba fare. Abbiamo anche aperto la possibilità di vaccinarsi nelle farmacie, grazie alla collaborazione con i farmacisti e con questo nuovo open day tutti possono recarsi a Trento e in altri otto punti sparsi per il Trentino».