Alimenti

La denuncia di Giovanni Battista Maestri: “Formaggi, cartelli ingannevoli”

Le parole del papà di Mattia, che da quando aveva 4 anni, si trova in stato vegetativo per aver mangiato un formaggio a latte crudo contaminato dal batterio dell'escherichia coli e prodotto dal Caseificio sociale di Coredo: "In occasione del Mercatino di Natale, l'espositore Formaggi del Trentino non rispetta le Linee guida ministeriali”. Ecco perché
 

TRENTO. «In occasione del Mercatino di Natale di Trento, l'espositore "Formaggi del Trentino", facente capo a Concast Trentingrana, non rispetta le Linee guida ministeriali in materia di sicurezza alimentare per i formaggi a latte non pastorizzato. Tra i prodotti proposti, infatti, sono presenti alcuni formaggi a latte crudo, come il Sabbionara e il Casolet, ed alcuni formaggi a latte termizzato, come il Puzzone Dop».

La denuncia arriva da Giovanni Battista Maestri, che da anni sta portando avanti una battaglia in nome della sicurezza dei bambini, ma non solo, per quanto riguarda la produzione, vendita e somministrazione dei prodotti a latte crudo. Maestri - lo ricordiamo - è il papà di Mattia, che dal 2017, da quando aveva 4 anni, si trova in stato vegetativo per aver mangiato un formaggio a latte crudo contaminato dal batterio dell'escherichia coli e prodotto dal Caseificio sociale di Coredo.

«Tali prodotti a latte crudo esposti devono riportare avvertenze specifiche, ossia: "Il consumo di questo prodotto non è consigliato per le categorie fragili (bambini, anziani, donne in gravidanza, persone immunodepresse) - spiega Maestri - Tuttavia, l'informazione presente nello stand del Consorzio Concast Trentingrana non rispetta tali disposizioni. La comunicazione recita: "Gentile cliente, desideriamo ricordarti che, nel caso di soggetti fragili, bambini e donne in gravidanza, il consumo dei formaggi ottenuti da latte crudo con stagionatura inferiore ai sei mesi non è esente da rischi microbiologici".

Questa formulazione è fuorviante ed ingannevole, non rispetta quanto previsti dalle Linee guida, poiché il riferimento ai sei mesi di stagionatura non è un parametro riconosciuto per garantire la sicurezza del prodotto. Inoltre, non viene mai sconsigliato esplicitamente il consumo di formaggi a latte non pastorizzato, ma si fa riferimento in modo generico ai rischi microbiologici».

«Questa negligenza nell'informazione è inaccettabile - conclude Maestri - e potrebbe avere gravi conseguenze per la salute pubblica. È fondamentale che i consumatori siano consapevoli dei rischi legati al consumo di questi prodotti».

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