Depuratori e inquinamento da farmaci, il Pd interroga: “Qual è la situazione?”
Nel mirino anche il monitoraggio dei corsi d’acqua e l’eventuale avvio di progetti pilota in collaborazione con gli enti scientifici del territorio (Foto d’archivio)
TRENTO. I consiglieri provinciali del Pd del Trentino Michela Calzà e Alessio Manica hanno depositato un’interrogazione per chiede alla Giunta se i depuratori trentini sono predisposti al trattamento dei residui farmaceutici e microinquinanti, riconosciuti dall’Organizzazione mondiale della Sanità quali contaminanti emergenti nei corsi d’acqua, con potenziali effetti sugli ecosistemi e sulla salute umana.
”Studi scientifici e progetti di ricerca – si legge nel testo dell’interpellanza – hanno evidenziato che l’80% dei residui di alcuni farmaci può persistere nei corpi idrici anche dopo i trattamenti convenzionali di depurazione e per questo la Commissione europea con Direttiva 2024/3019 ha introdotto nuovi obblighi per gli Stati membri volti a potenziare i sistemi di trattamento delle acque reflue urbane con tecnologie cosiddette “quaternarie” (ad es. ozonizzazione, filtri a carbone attivo, membrane, fotocatalisi)”.
Entro il 2030 tali norme devono essere recepite per gli impianti superiori ai 100.000 abitanti equivalenti e tra questi rientra anche il nuovo depuratore di Trento 3, progettato con caratteristiche di ultima generazione e ora in fase di collaudo amministrativo (che doveva terminare nell’autunno 2025).
“Il nuovo depuratore, infrastruttura strategica per il territorio, dovrebbe garantire standard ambientali e sanitari coerenti con le migliori pratiche anche per quanto riguarda i residui farmaceutici” - afferma la consigliera Calzà - “Il problema è urgente ed evidente considerato anche che i farmaci non utilizzati o scaduti sono il 50% di quelli venduti e una parte di questi viene smaltito in modo scorretto in lavandini op servizi igienici.”
In questo contesto, è necessario comprendere se le politiche e le infrastrutture provinciali siano adeguate a rimuovere i residui da farmaci e in particolare se il nuovo depuratore di Trento 3 sia stato progettato per garantire anche questo tipo di trattamento o se c’è la possibilità di adeguarlo prima della sua messa in funzione.