Rifiuti, Trento virtuosa: è tra i capoluoghi con le tariffe meno care d’Italia
La spesa media annua, calcolata con un sistema di tariffazione puntuale, è pari a 199 euro. Fa meglio solo Cremona, con 3 euro in meno
TRENTO. Trento si conferma tra i capoluoghi più economici d’Italia per la gestione dei rifiuti, con una spesa media annua pari a 199 euro secondo l’analisi pubblicata oggi dal Sole 24 Ore.
Il dato colloca il capoluogo trentino al secondo posto insieme a Udine, a soli 3 euro da Cremona, che guida la classifica con 196 euro.
A livello nazionale la spesa delle famiglie risulta in aumento rispetto allo scorso anno e presenta differenze marcate tra Nord e Sud. Il Trentino-Alto Adige è l’area più virtuosa, con una media di 224 euro, mentre la Puglia registra la spesa più elevata, pari a 445 euro.
Il risparmio per i cittadini trentini è favorito dal sistema di tariffazione puntuale, che lega il costo al reale quantitativo di rifiuti prodotti.
Oltre alla quantità, incidono sui costi anche la qualità degli scarti e l’efficienza degli impianti: elementi che continuano a segnare differenze territoriali nonostante una raccolta differenziata nazionale che ha raggiunto il 66,6 per cento.
Per quanto riguarda Trento, nel 2025 sono previste diverse agevolazioni già approvate dalla Giunta comunale.
Alle famiglie vengono riconosciuti automaticamente 40 euro per ogni figlio sotto i 30 mesi e il rimborso del 50 per cento del costo dei pannolini lavabili fino a un massimo di 50 euro.
L’Amministrazione copre inoltre la quota variabile dei sacchi destinati ai rifiuti sanitari per chi utilizza presidi legati a malattia o handicap.
È previsto anche uno sconto del 10 per cento sulla quota fissa per chi pratica il compostaggio domestico o per le associazioni.
Per feste e sagre che utilizzano almeno il 95 per cento di stoviglie lavabili o biodegradabili, la quota fissa è ridotta del 50 per cento.
A queste misure si aggiunge il bonus sociale nazionale, applicato automaticamente ai nuclei con Isee fino a 9.530 euro, soglia che sale a 20.000 euro per le famiglie con almeno quattro figli.