Giustizia

Derubata dalla ex fidanzata: la vittima l’aveva ospitata assieme ad altre due amiche

Le sono stati portati via il bancomat e la macchina, chiesta in prestito fingendo un malore improvviso. Tre amiche - oggi quarantenni, tutte residenti fuori regione - sono state chiamate a difendersi dalle accuse di utilizzo fraudolento del bancomat e di appropriazione indebita e furto

di Marica Viganò

TRENTO. Ingannata dalla ex fidanzata e pure derubata da lei e dalle sue due amiche. Vittima è una donna che all'epoca dei fatti viveva a Trento e che ci ha rimesso i soldi del pieno, rischiando pure di perdere per sempre la propria auto. Il caso è finito in una aula del tribunale, dove tre amiche - oggi quarantenni, tutte residenti fuori regione - sono state chiamate a difendersi dalle accuse di utilizzo fraudolento del bancomat e di appropriazione indebita e furto.

Per una di loro nei mesi scorsi è arrivata l'assoluzione, mentre è in corso il processo in dibattimento per due. In aula erano presenti gli avvocati delle imputate e anche il legale della parte civile, che ha chiesto 5mila euro di risarcimento dei danni.

Il gruppetto di amiche si era trattenuto per qualche giorno nell'appartamento della vittima. Quest'ultima non aveva avuto alcuna remora nell'accogliere nella sua abitazione le ospiti, dato che fra esse c'era anche la donna con cui aveva avuto in passato una relazione, dunque non una semplice conoscente ma una persona con cui aveva avuto una certa intimità. E, ovviamente, c'era la massima fiducia. Non è chiaro se ci sia stato uno screzio, ma ad un certo punto le tre ospiti si sono allontanate in modo repentino con una scusa: una di loro ha finto di star male e le amiche hanno chiesto alla donna che le ospitava di prendere in prestito l'auto, per andare al pronto soccorso.

La vittima, a fronte a quella che sembrava essere un'emergenza, ha acconsentito e consegnato le chiavi della macchina. Con quel mezzo le tre (finte) amiche sono andate non al Santa Chiara, ma in Emilia Romagna, dove all'epoca vivevano. Inoltre avevano fatto rifornimento di carburante con la tessera bancomat rubata alla proprietaria dell'auto. Le tre donne, ora imputate, hanno comunicato alla vittima solo il luogo in cui avevano lasciato la sua macchina: «Se vuoi, viene tu a recuperarla. Noi non te la portiamo».

I fatti sono accaduti nel 2019 e il procedimento si è trascinato per anni tra cambi di giudice, problemi di notifica alle parti, stralci. Si rischia anche la prescrizione, dato che l'ultima udienza è stata rinviata a dicembre per irreperibilità di una delle imputate. La vittima, oltre ad aver subìto una profonda delusione per il comportamento della ex compagna, rischia anche di rimanere con un pugno di mosche in mano.

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