L’allarme del Wwf: “Le mangiatoie per cervi e caprioli attirano gli orsi e i lupi”
L’associazione: il foraggiamento artificiale per gli unguati altera il comportamento di orsi e lupi e aumenta i contatti con l’uomo: “Chiediamo il divieto totale della pratica e un controllo scientifico sugli effetti” (Foto Wwf)
TRENTO. Il Wwf Trentino-Alto Adige/Südtirol lancia l’allarme sul foraggiamento artificiale degli ungulati, una pratica che – secondo nuove evidenze scientifiche – può modificare il comportamento dei grandi carnivori, aumentandone l’avvicinamento ai centri abitati e quindi il rischio di conflitti con l’uomo.
L’associazione ambientalista ha diffuso un dossier che documenta come le mangiatoie destinate a cervi e caprioli attraggano indirettamente anche orsi e lupi, alterando le dinamiche ecologiche naturali.
Le immagini pubblicate nel rapporto, provenienti da fototrappole installate in Trentino, mostrano un’orsa con due cuccioli che si alimenta su strutture di foraggiamento per ungulati: “Una scena – sottolinea il WWF – che rappresenta un problema reale e attuale, perché può innescare processi di abituazione e confidenza verso fonti alimentari di origine antropica”.
Il dossier ricorda che il foraggiamento artificiale, cioè la distribuzione regolare e intenzionale di cibo per la fauna selvatica (fieno, mais, frutta), è consentito in Trentino e regolato dalla deliberazione della Giunta provinciale n. 2852 del 30 dicembre 2013. Tuttavia, lo stesso documento normativo ammette che l’abbondanza costante di cibo può interferire con comportamenti naturali e fasi biologiche come l’ibernazione, aumentando il rischio di interazioni con l’uomo.
Uno studio pubblicato sulla rivista Ecosphere, conferma che i siti di foraggiamento concentrano non solo gli ungulati, ma anche i predatori. L’indagine, condotta nell’area della Provincia autonoma di Trento, ha rilevato una maggiore presenza di lupi in prossimità delle mangiatoie, con una frequenza doppia rispetto ad altri siti. Gli autori suggeriscono quindi di limitare o sospendere la pratica almeno nelle zone dove grandi carnivori, ungulati e persone convivono a stretto contatto.
Per quanto riguarda gli orsi, il rischio è duplice: l’accesso ripetuto a fonti alimentari umane può ridurre gli spostamenti naturali, spingere gli animali verso aree antropizzate e trasmettere ai cuccioli abitudini errate. Secondo il Wwf, “il Piano faunistico provinciale riconosce i rischi del foraggiamento, ma si limita a sconsigliarlo, senza vietarlo”, una contraddizione che per l’associazione “va superata applicando il principio di precauzione”.
Il dossier sottolinea anche come la permanenza delle mangiatoie renda meno efficaci altri interventi pubblici di prevenzione, come i cassonetti anti-orso e i recinti elettrificati: “Se continuano a esistere fonti di cibo gestite o lasciate accessibili dall’uomo – spiega il Wwf – gli animali tenderanno comunque ad avvicinarsi alle zone abitate, vanificando parte degli investimenti pubblici”.
Infine, il documento invita la Provincia a introdurre un divieto assoluto di foraggiamento in tutte le aree frequentate dagli orsi, estendibile progressivamente all’intero territorio trentino, accompagnato da un monitoraggio scientifico per valutare gli effetti sulla fauna e sull’attività venatoria.
Secondo il Wwf, “un approccio tecnico e responsabile deve considerare la sicurezza dei cittadini e la coerenza delle politiche pubbliche: non ha senso investire in prevenzione da un lato e mantenere fonti di attrazione dall’altro”.