La storia

Davide Nardelli verso la vetta del tennis paralimpico: ha 17 anni e soffre della sindrome di Asperger

La convocazione nella squadra nazionale non è così lontana e la tappa a Miami del mondiale sarebbe il sogno. Il papà e la mamma lo accompagnano ovunque, con i sacrifici che tutti possono immaginare perché i costi delle trasferte sono interamente a loro carico

TRENTO. Davide Nardelli ha 17 anni, frequenta l'istituto Artigianelli di Trento e tutta l'energia che possiede la mette nel tennis. Dopo aver giocato a calcio da piccolo e poi praticato judo, ha trovato nei campi dell'Ata un punto di riferimento. Davide è speciale e non solo perché nella sua categoria può aspirare ad entrare nella squadra nazionale: quando aveva 8 anni gli è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, una forma di autismo che si caratterizza per difficoltà nelle interazioni sociali.

«È proprio nello sport che Davide riesce ad esprimersi nel modo migliore - spiega papà Andrea - Ora la passione per il calcio la vive da tifoso, sostenendo la Juventus. Invece nel tennis ha trovato il vero amore. Il suo idolo è Carlos Alcaraz». Mamma e papà hanno deciso di accompagnare Davide ai campi dell'Ata su consiglio di alcuni specialisti, circa sei anni fa.

«Nostro figlio è un ragazzo molto riservato, che ha difficoltà nella socializzazione. È più adatto agli sport individuali rispetto a quelli di squadra. Nel tennis è riuscito ad esprimersi al meglio. Tutti sappiamo come questo sport sia molto difficile non solo tecnicamente ma anche mentalmente. Trovandosi da solo in campo, Davide ha acquisito una grande determinazione e ha raggiunto buoni risultati. Si allena costantemente e con passione. Alle tre sedute settimanali si aggiunge la partita di allenamento del fine settimana. Nell'ultima tappa del campionato i tecnici e il referente nazionale Vincenzo Morgante hanno espresso grande interesse sul suo gioco. Hanno detto che tecnicamente è molto valido, che scommettono su di lui».

Davide gioca nella categoria open del master organizzato dalla Fisdir, Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali, ossia la Federazione sportiva paralimpica a cui il Cip (Comitato italiano paralimpico) ha demandato la gestione dell'attività sportiva per gli atleti con disabilità intellettiva e relazionale.

«Finora abbiamo fatto quattro tappe del circuito nazionale in Piemonte, Liguria, Sicilia e qualche giorno fa in Campania. Davide si è sempre piazzato nei primi posti della classifica, dimostrando un buon livello tecnico. In dicembre saremo a Milano per il master finale in cui verrà decretato il campione italiano 2025. Giocherà anche un ragazzo di Rovereto. Ci auguriamo che Davide possa in primis divertirsi e magari fare un buon risultato finale. E poi chissà ...».

La convocazione nella squadra nazionale non è così lontana e la tappa a Miami del mondiale sarebbe il sogno. Il papà e la mamma lo accompagnano ovunque, con i sacrifici che tutti possono immaginare perché i costi delle trasferte sono interamente a loro carico. Una grossa mano la potrebbe dare un sponsor. «Ci spostiamo su tutto il territorio nazionale e Davide, che rappresenta come atleta il Trentino, potrebbe essere un bel biglietto da visita per il nostro territorio» spiega il padre.

«Il tennis ha contribuito alla formazione della personalità di nostro figlio, alla sua crescita umana e all'inclusione sociale - conclude - Come genitori vogliamo ringraziare la società Ata di Trento per il supporto dimostrato, ed anche la Fisdir in modo particolare Vincenzo Morgante e tutto il suo staff, con l'augurio che questi ragazzi possano raggiungere da soli un autosufficienza nell'affrontare le varie tappe della propria vita sociale e lavorativa».

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