Militari in città, a rischio il progetto. Il ministro Crosetto: “Esercito per la difesa”
L’esponente del governo Meloni ha chiarito che i 6.800 militari impegnati nei borghi dovrebbero essere riportati al loro ruolo originario. A Trento, dopo la richiesta, si attendeva l'arrivo dei primi. Ianeselli: “Serve potenziare gli organici delle forze dell’ordine”
CONTRARI Verdi e Sinistra: “No ad una Trento militarizzata, serve altro”
TRENTO. Militari a presidio delle città? Crosetto frena: «È ora di tornare indietro». Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso l'esigenza di un cambio di direzione sull'operazione "Strade Sicure". Nel suo intervento del 4 novembre al Comando operativo di vertice interforze (COVI), ha dichiarato: «Sull'operazione Strade Sicure è arrivato il momento di fare un passo indietro». E ha aggiunto: «6.800 militari sono impiegati per strada in tutta Italia. Credo sia meglio rafforzare le forze di polizia e riportare i militari al ruolo originario».
La presa di posizione di Crosetto, esponente di Fratelli d'Italia, ha agitato il centrodestra nazionale. È contrario al "dietro-front" il presidente del Senato Ignazio La Russa (anche lui di Fratelli d'Italia), che si è detto favorevole al potenziamento dell'operazione. Era proprio La Russa a guidare la Difesa quando, nel 2008, fu lanciata l'operazione Strade Sicure. Anche la Lega non ha accolto con favore la presa di posizione di Crosetto.
Di segno opposto il sindacato dei professionisti militari ASPMI, che ha espresso pieno sostegno alla nuova linea ipotizzata dal ministro.Anche Trento si è mossa per ottenere la presenza dell'esercito nei luoghi sensibili. La richiesta, avanzata dal sindaco Franco Ianeselli, è stata valutata positivamente l'11 settembre dal Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico. Se Roma dovesse dare il via libera, i militari potrebbero essere impiegati in aree delicate della città - probabilmente la stazione - anche in vista dei prossimi Giochi Olimpici. La proposta, rilanciata da anni dal centrodestra comunale, in particolare dalla Lega, continua però a suscitare dubbi in alcuni settori della maggioranza di centrosinistra. A Trento il dibattito è aperto.
«Abbiamo chiesto l'attivazione di Strade Sicure, ma condivido quanto detto da Crosetto - evidenzia Ianeselli - Serve potenziare gli organici delle forze dell'ordine. Abbiamo difficoltà con la Polizia ferroviaria; volanti e presidi sono pochi; e a livello nazionale il rafforzamento non sta arrivando. Per questo si è reso necessario attivare Strade Sicure come accaduto in altre città».
Il vicepresidente del Consiglio comunale, Giuseppe Urbani (Fratelli d'Italia), esponente dell'associazione degli ex ufficiali in congedo, ha condiviso l'impostazione del ministro Crosetto: «I militari possono fungere da deterrenza, ma le regole d'ingaggio ne limitano l'intervento in caso di reati comuni. Possono effettuare fermi, ma devono poi chiamare le forze dell'ordine. In questo momento, l'esercito dovrebbe concentrarsi sulla difesa dello Stato. Impiegarlo in operazioni di ordine pubblico rischia di distogliere da altri compiti risorse altamente specializzate».
Tra le voci più critiche, quella della consigliera Renata Attolini (AVS): «La presenza dell'esercito armato in città serve solo ad aumentare la sensazione di insicurezza, soprattutto oggi, quando evoca scenari di guerra. La sicurezza richiede politiche ben diverse: interventi sul tessuto urbano, riqualificazione delle zone degradate, iniziative sociali e culturali, tutto in coordinamento con le forze dell'ordine già attive sul territorio».
Interpellata sul tema, la Lega di Trento ha preferito non rilasciare dichiarazioni, pur avendo negli anni sostenuto con insistenza Strade Sicure come risposta alla percezione di insicurezza urbana.