Il lutto

Addio a Denis Pintarelli, morto a 28 anni per una leucemia. La moglie: “Eri meraviglioso”

Il matrimonio pochi giorni fa all'Hospice, lascia una bimba piccola. Alice: “Anche se non ha potuto vivere tutti i due anni e mezzo della nostra bambina c'è sempre stato. Abbiamo vissuto un percorso difficile e l'unico modo per sopravvivere è stato rimanere nel presente, perché se avessimo pensato più in là sarebbero arrivati i pensieri brutti”

di Matteo Lunelli

TRENTO. Non ha avuto tempo. Ne ha avuto troppo poco, per veder crescere la sua piccola Aurora, per condividere altre emozioni con la sua Alice, per poter esplorare ancora le amate montagna, per poter sorridere, ridere e brindare alla vita con i tanti amici e i parenti. Ma ne ha avuto abbastanza per lasciare un segno indelebile nella vita di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.

Si è spento venerdì a soli 28 anni Denis Pintarelli, che ha lottato con coraggio per tanti mesi, da quel maledetto 9 aprile dello scorso anno, quando i medici gli hanno dato la diagnosi: leucemia. Ma tutto l'amore che ha dato e lasciato, non se n'è andato, a partire da quello per Alice, che una settimana fa, il 31 ottobre, era diventata sua moglie. Più che una cerimonia, quella all'Hospice Cime Verde è stata una festa, insieme ad Alice e Aurora, ma anche con i genitori, i parenti e gli amici di una vita.

«Ed è stato un modo per salutare tutti. È stato ancora una volta molto forte il mio Denis, ha detto il suo sì per il futuro, con la consapevolezza che un futuro non ci sarebbe stato. Io e lui eravamo gli unici a non piangere, ci siamo scambiati le promesse d'amore con il sorriso e abbiamo coronato il nostro sogno». A parlare è Alice, prima compagna e poi moglie di Denis, che lo ricorda come una persona meravigliosa, forte e buona, generosa e altruista.

D'altra parte, anche durante l'ultimo anno e mezzo, pur debilitato nel fisico, ha sempre saputo mettere gli altri al primo posto. Sono stati mesi difficili, per Denis e per coloro che hanno vissuto con lui la malattia. Mesi sulle montagne russe, anche da un punto di vista emotivo: prima i tanti cicli di chemioterapia e la speranza che il male se ne fosse andato.

Poi il ritorno, l'attesa per un trapianto di midollo e la nuova speranza, quando il 22 maggio scorso, giorno del compleanno della sua Aurora, i medici sono intervenuti con l'operazione. Sembrava che Denis potesse avere la meglio, ma ad agosto la malattia è tornata e a poco sono servite le nuove cure sperimentali. A fine ottobre, infine, il trasferimento dall'ospedale di Bolzano all'Hospice di Trento.

Al suo fianco, ogni giorno di questo percorso in salita, c'era Alice. Che anche in queste ore di tristezza e dolore sa trovare la forza - come faceva Denis - di pensare agli altri: «Nel reparto di Ematologia di Bolzano abbiamo trovato persone squisite: è stata la nostra casa per mesi e tutti ci hanno tratto benissimo, con empatia. E poi voglio, anzi vogliamo, ringraziare il donatore di midollo, pur non sapendo chi sia, e le associazioni, come Admo e Ail. Senza dimenticare tutti quelli che ci sono stati vicini».

Poi il pensiero va ancora a Denis: «Spero di avere la sua forza. Per quanto giovani so che trovare un amore così bello come il nostro è una cosa rara. Lui è stato una persona meravigliosa e anche un papà meraviglioso: anche se non ha potuto vivere tutti i due anni e mezzo della nostra bambina c'è sempre stato. Abbiamo vissuto un percorso difficile e l'unico modo per sopravvivere è stato rimanere nel presente, perché se avessimo pensato più in là sarebbero arrivati i pensieri brutti».

E ora il modo per andare avanti è ricordare il sorriso di Denis, il suo amore per la montagna, il suo altruismo. Come lui stesso ha scritto nelle promesse il giorno del matrimonio: «Ricordate che io vi guardo dall'alto, non sparisco. Non è un addio. Sono triste, ma felice di aver affrontato questa battaglia maledetta con te». L'ultimo saluto a Denis sarà domani, lunedì, alle 15 nella chiesa del cimitero di Trento.

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