Società

Sono sempre di più i giovani ansiosi e depressi

Sono più di 4.200 i ragazzi seguiti dai servizi dell’Apss. I dati sono contenuti nella risposta dell’assessore Tonina all’interrogazione delle consigliere Maule e Franzoia che hanno posto l’attenzione sul disagio giovanile

TRENTO. Più di 4.200 ragazzi tra 14 e i 24 anni presi in carico dai servizi dell'Azienda sanitaria per disturbi di ansia, depressione, del comportamento alimentari fino alle forme più gravi di malattie di tipo psichiatrico. Di questi quasi 2.800 sono nuovi utenti presi in carico nel 2024. Questa la fotografia contenuta nella risposta dell'assessore Mario Tonina all'interrogazione presentata dalle consigliere provinciali di Campobase Chiara Maule e Mariachiara Franzoia.

Numeri che confermano un crescente disagio psicologico giovanile a livello provinciale dopo il Covid. Cifre che appaiono ancora più preoccupanti se guardiano il numero di suicidi tra i giovanissimi. 17 quelli registrati dal 2020.Secondo i numeri forniti dai servizi territoriali dell'Apss ci sono stati 818 ragazzi presi in carico (402 nuovi utenti) al servizio di psichiatria, 2031 presi in carico a psicologia (1026 nuovi utenti), 235 giovani presi in carico dal centro disturbi del comportamento alimentare per problemi di anoressia o bulimia (81 nuovi utenti), 925 utenti al servizio di neuropsichiatria infantile (197 nuovi) e 195 al servizio dipendenze (89 nuovi). In particolare, per quanto riguarda il servizio di neuropsichiatria infantile, viene specificato che limitando le richieste ai disturbi ansiosi e depressivi (escludendo quindi le molte situazioni di cronicità che caratterizzano la presa in carico di questo servizio), nel 2024, tra i 14 e i 24 anni, ci sono state 83 richieste per disturbi di tipo depressivo e 173 per disturbi d'ansia.Interessanti anche i dati dell'ambulatorio psicologico della rete provinciale dei consultori familiari, rivolto in maniera specifica agli adolescenti che nel 2024 hanno registrato 141 nuovi utenti nella fascia d'età 13-18 e 174 nella fascia d'età 19-25.

«Nella quasi totalità dei servizi è stato rilevato un calo dell'utenza nel primo anno Covid, un ritorno ai valori pre pandemici nel 2021 e un graduale progressivo aumento degli accessi negli anni successivi», scrive Tonina nella risposta puntualizzando però che l'aumento delle prese in carico non deve essere letto solo come aumento di patologie e problematiche. Parte di questo dato può essere correlato anche al miglioramento di aspetti organizzativi e clinico/diagnostici. Nell'interrogazione le consigliere Maule e Franzoia hanno poi chiesto i numeri sui suicidi tra i giovanissimi. «L'esiguità del campione non permette di attribuire ipotesi interpretative alle oscillazioni di dato rilevate da un anno all'altro, anche se sembra evidente un aumento significativo del fenomeno suicidario giovanile nell'annualità 2020: 5 suicidi nella fascia d'età 15/24 e 1 sotto i 15 anni.

Negli anni successivi si registrano 2 suicidi nel 2021, 2 nel 2022, 3 nel 2023, 4 nel 2024», si legge nella risposta. Sui tentati suicidi, invece, sembrano non esserci dati anche se "le stime più prudenti, condivise in letteratura, riportano che per ogni suicidio riuscito sono stati messi in atto almeno 10 tentati suicidi».Di fronte al fenomeno, e alla difficoltà per i giovani di trovare spazi sicuri dove affrontare le proprie fragilità e ricevere il sostengo necessarie, per le consiglieri di Campobase è fondamentale che "la società riconosca questa emergenza e investa attivamente in politiche e programmi volti a rafforzare il benessere psicologico dei giovani. Dobbiamo offrire loro gli strumenti, le risorse e un ambiente di supporto che favorisca una crescita sana ed equilibrata. É imperativo chiederci come possiamo, tutti insieme - istituzioni, famiglie, scuola, associazionismo -, fare la nostra parte per sostenere la salute mentale delle future generazioni».

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