Politica

Le opposizioni: «Dalla Consulta una bocciatura netta. Volevano solo difendere carriere e rendite di potere»

Le reazioni dopo lo stop al terzo mandato in Trentino. Salvini: «Dovrebbero essere i cittadini a scegliere e non solo la politica». Valduga: «Era una legge ad personam, fatta per Fugatti e per salvare la sua coalizione»

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LA SENTENZA Stop anche al Trentino

TRENTO. "Una bocciatura netta, che conferma ciò che l'Alleanza sostiene da mesi: questo provvedimento, nato solo per salvaguardare carriere personali e rendite di potere e certamente non per rispondere ai bisogni dei cittadini, alimenta narrative di un'Autonomia strumento di privilegio e non di responsabilità e gusto dell'autogoverno". Lo scrive in una nota l'Alleanza democratica autonomista, che comprende Pd del Trentino, Verdi e la lista Campobase, dopo il pronunciamento della Consulta della legge sul terzo mandato per il governatore in Trentino.

Una vicenda, proseguono gli esponenti del centrosinistra autonomista, che "ha tenuto il Trentino fermo per oltre un anno. Mentre la Giunta era impegnata a difendere se stessa e ad inventare scorciatoie per restare al potere, famiglie, imprese e lavoratori attendevano risposte concrete che non sono mai arrivate. Questa bocciatura è l'unico risultato possibile quando chi governa pensa solo a sé e non al bene comune. Eravamo pronti a sostenere il referendum abrogativo, ma la decisione della Corte Costituzionale ha messo fine a questa farsa e ripristinato la normalità costituzionale. Ora la politica torni a servire i cittadini, non a servirsi del potere. È questa la vera vittoria di oggi, e un monito per chi crede di poter piegare le regole pur di restare incollato alla poltrona", concludono i rappresentanti dell'opposizione in Consiglio provinciale a Trento.

"Credo che questa sentenza semplicemente confermi una giurisprudenza che già c'era in questo senso, che è quella a cui ci appellavamo quando abbiamo criticato il blitz che la maggioranza ha fatto a marzo dell'anno scorso proponendo il disegno di legge sul terzo mandato", commenta da parte sua il consigliere provinciale di Campobase Francesco Valduga, garante delle minoranze in Consiglio provinciale. "Abbiamo sempre detto che era un disegno di legge ad personam, e che attraverso quella persona, il presidente Fugatti, si proponeva di salvare anche la coesione di una maggioranza. Dicevamo dell'incostituzionalità, avevamo proposto un referendum eventualmente perché quella legge non fosse confermata, dentro le prerogative della nostra autonomia. Questo non è più necessario perché ha deciso la Corte costituzionale nella direzione che noi auspicavamo".

"Con la sentenza di oggi la Corte costituzionale ha affermato un principio importante, su cui più volte abbiamo richiamato l'attenzione intervenendo in commissione Affari costituzionali del Senato proprio sulla questione della legge trentina che rendeva possibile il terzo mandato consecutivo per il presidente della provincia autonoma. Vi sono principi a limitazione del potere e a tutela di fondamentali diritti civili e politici che non tollerano differenziazioni territoriali, nemmeno a beneficio delle regioni a statuto speciale". Lo scrivono in una nota i senatori del Pd, Dario Parrini e Andrea Giorgis, rispettivamente vicepresidente e capogruppo del partito nella commissione citata. "Se il terzo mandato consecutivo, che impatta su un diritto fondamentale come quello di elettorato passivo, non è possibile nelle regioni a statuto ordinario, non lo è nemmeno in quelle a statuto speciale - proseguono - Era ovvio che fosse così. Ma alle volte anche l'ovvio, quando cozza contro i desiderata di un partito, in questo caso la Lega, fa fatica a essere considerato tale. Bene che la Corte costituzionale abbia fatto chiarezza una volta per tutte".

"Le sentenze si rispettano. Dopodiché, se la sentenza dice no al terzo mandato anche nelle Regioni a statuto speciale o autonomo o le due Province autonome, vuol dire che il Parlamento, qualcuno si decida, deve modificare la legge", ha detto invece Luca Zaia. "Le uniche due cariche che eleggono direttamente i cittadini - ha ribadito Zaia - sono il sindaco e il presidente della Regione, guarda caso anomalia tutta italiana, le uniche due ad avere il vincolo di mandato. Tutte le altre cariche che non sono elette direttamente dai cittadini non hanno vincolo di mandato. Io direi che sarebbe l'occasione, non per contestare le sentenze, perché le sentenze si debbono accettare, ma a partire da questa sentenza per modificare la legge", ha concluso.

"Noi come Lega abbiamo proposto al Parlamento cinque volte la possibilità per i cittadini di scegliere e ci hanno bocciato cinque volte, quindi continuo a ritenere che sia giusto che siano i cittadini a scegliere e non solo la politica, ma leggerò la sentenza". E' il commento del vicepremier Matteo Salvini alla bocciatura della Consulta al terzo mandato per il Trentino.

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