Il processo

Condannato per la sentenza all’inquilina: sentenza confermata

La vittima aveva preso in affitto una stanza nella casa dove vivevano padre e figlio. Era stato quest’ultimo, alterato dall’alcol, ad abusare di lei

TRENTO. La corte d'appello ha confermato la condanna a sei anni di carcere e ad un risarcimento di 50mila euro a favore della vittima per l'uomo accusato di aver violentato la donna che aveva preso in affitto una stanza nell'appartamento in cui lui viveva assieme al padre.

Lo stesso genitore, a cui erano stati contestati i reati di violenza privata e di lesioni, era stato coinvolto nel procedimento: confermata anche la sua condanna a 9 mesi e 3.500 euro di risarcimento (provvisionale subito esecutiva come per il figlio).La vittima, che per motivi di lavoro aveva necessità di un alloggio a Trento, aveva trovato una soluzione temporanea prendendo in affitto una stanza all'interno dell'appartamento in cui abitavano i due imputati. Era il 2019. Una convivenza durata pochi mesi, fino al giorno in cui lei si era ritrovata sola con il figlio del proprietario di casa: la vittima aveva raccontato che il giovane, alterato dall'alcol, era entrato nella sua stanza chiedendo un massaggio alla schiena, l'aveva afferrata e poi gettata sul letto.

Nei giorni successivi alla violenza la vittima era tornata nell'appartamento per riprendersi i bagagli ed aveva avuto una violenta lite con il padre del giovane. Il ricorso in appello era stato presentato dall'avvocato Matteo Benvegnù, legale dei due imputati, e l'esito non era scontato. La procura generale ha chiesto l'assoluzione con formula dubitativa sostenendo - tra l'altro - che il racconto della giovane, che aveva atteso diverso tempo prima di presentare denuncia, potrebbe essere stato frutto di una rivisitazione dell'accaduto fatta in buona fede, ma soggettiva.

La vittima ha ritrovato un po' di serenità solo quando il suo legale, l'avvocato Vincenzo Scaglione, ieri l'ha informata della conferma delle condanne.

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