Montagna

Sette anni fa la grande paura e le devastazioni di Vaia: distrutti 30mila ettari di bosco

L'uragano imperversò quattro giorni, la notte drammatica fu quella del 28 ottobre 2018: in Trentino e nelle zone confinanti la violenza del vento e dell'acqua devastò infrastrutture civili e foreste, cimiteri di alberi, case scoperchiate e vittime

REPORTAGE La rinascita nei boschi travolti da Vaia
VAIA La devastazone in Trentino, le foto


 

TRENTO. Sono passati sette anni dalla notte del 28 ottobre 2018, quando la tempesta Vaia si abbatté sul Trentino e sulle Dolomiti, provocando distruzione e paura. Quattro giorni di vento e pioggia violentissima, dal 26 al 30 ottobre, che spazzarono via milioni di alberi, distrussero infrastrutture, causarono interruzioni elettriche e, purtroppo, fecero vittime.

Vaia, la tempesta che ha segnato il Trentino

A fine ottobre del 2018 sulle Dolomiti si scatena la tempesta Vaia. Si abbatte violentemente su diverse vallate del Trentino, travolge drammaticamente quasi tutto il Bellunese e travolge aree dell’Alto Adige

L’evento, considerato da molti esperti un uragano vero e proprio, fu subito interpretato come un chiaro segnale dei cambiamenti climatici in corso. Le raffiche di vento superarono i 180 chilometri orari e la Provincia stimò in 359 milioni di euro i danni complessivi tra foreste, strade e infrastrutture. Oltre 500 persone furono evacuate, le scuole rimasero chiuse e intere vallate si trovarono isolate. Distrutti 30mila ettari di bosco.

Le vittime in Trentino furono due: Michela Ramponi, 45 anni, travolta a Dimaro da acqua e fango, e Denis Magnani, 34 anni, di Segno, colpito da un fulmine. Altre tre persone morirono nel Bellunese, dove le raffiche abbatterono intere faggete e abetine.

Negli anni successivi, le comunità colpite hanno reagito con forza. Le operazioni di sgombero e ripristino hanno richiesto mesi di lavoro, ma la ricostruzione ha portato anche nuove consapevolezze. Oggi i boschi trentini mostrano segni di rinascita, ma restano profondamente cambiati: il paesaggio forestale, specie in val di Fassa e val di Fiemme, è ancora segnato da ampie radure e tronchi spezzati.

Millecinquecento cantieri forestali - grandi e piccoli - per un impegno finanziario di oltre 20 milioni di euro. È stato imponente il lavoro promosso in Trentino dal Servizio Foreste e dall’Agenzia provinciale delle foreste demaniali (Aprofod) dopo la tempesta Vaia, che a fine ottobre 2018 devastò interi boschi. Complessivamente, nei primi tre anni dopo Vaia, i Servizi forestali sono intervenuti con ripristini, adeguamenti o tratti di nuove strade, su circa 2.000 chilometri di viabilità forestale, pari a circa un terzo della rete stradale forestale del Trentino, per un impegno finanziario di circa 18 milioni di euro.

Lungo quelle strade sono transitati ben 6,7 milioni di metri cubi di legname. A necessario complemento della viabilità forestale sono stati costruiti o ampliati piazzali di deposito del legname, sia locali all’interno del bosco, sia strategici nei fondovalle, per circa 230mila metri quadrati (23 ettari) con una spesa di circa 2,5 milioni di euro.

A sette anni da Vaia, i boschi trentini e dolomitici raccontano una storia di ferite e rinascita. Ma anche di un clima che cambia, sempre più velocemente, e che chiede nuove strategie di adattamento e tutela.

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