Itea, domande solo online: “Così si rischia di escludere i più fragili”
A denunciarlo sono Cgil, Cisl e Uil, che in questi giorni stanno ricevendo numerose richieste di aiuto agli sportelli inquilini. Da quest’anno, infatti, la procedura per presentare domanda è interamente online e accessibile solo tramite Spid, con scadenza fissata al 17 dicembre.
TRENTO. Le nuove modalità digitali per la domanda di alloggio Itea rischiano di penalizzare proprio le persone più fragili. A denunciarlo sono Cgil, Cisl e Uil, che in questi giorni stanno ricevendo numerose richieste di aiuto agli sportelli inquilini. Da quest’anno, infatti, la procedura per presentare domanda è interamente online e accessibile solo tramite Spid, con scadenza fissata al 17 dicembre.
Secondo i sindacati, la digitalizzazione totale del sistema sta creando difficoltà diffuse tra anziani, persone con scarse competenze informatiche e cittadini stranieri, che spesso si trovano soli davanti a procedure complesse e poco intuitive.
“Non tutti hanno la possibilità o la competenza per utilizzare con facilità un computer o uno strumento digitale come lo Spid – spiegano i rappresentanti sindacali –. È indispensabile attivare punti di supporto capillari presso le Comunità di Valle, per accompagnare i cittadini passo dopo passo”.
Le organizzazioni avevano già segnalato all’assessore Simone Marchiori i possibili disagi legati al passaggio al digitale, chiedendo che venisse garantito un sistema di assistenza diffuso. Tuttavia, rilevano oggi, la rete di supporto risulta “ancora insufficiente e disomogenea”, con molti cittadini che non riescono a completare la procedura.
Le sigle sindacali chiedono dunque alla Provincia autonoma di Trento di attivare al più presto sportelli dedicati e di valutare anche una proroga dei termini di presentazione delle domande, per evitare che i tempi ristretti e le difficoltà tecniche diventino una barriera.
“Serve personale formato che aiuti chi non è in grado di gestire autonomamente la procedura digitale – concludono –. Senza un intervento rapido, il rischio è che la nuova modalità online, nata per semplificare, finisca per escludere proprio i cittadini più fragili, quelli che più avrebbero bisogno di un alloggio pubblico”.