Il vertice

Il Cpr a Trento lo pagherà la Provincia. Costo previsto: tra 1,5 e 2 milioni di euro

È stato firmato oggi l'accordo con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: la struttura sorgerà tra la tangenziale e l’A22, dove ora c’è Maso Visintainer, che verrà abbattuto. L'accordo prevede anche l'istituzione di una sezione territoriale della Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale

TRENTO. "Con la firma di quest'accordo partiranno tutti gli iter burocratici, amministrativi, tecnici e progettuali per arrivare all'istituzione del Cpr. La previsione che abbiamo noi è che possa iniziare nel corso del 2026".

Lo ha detto il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti nella conferenza stampa in cui è stato firmato l'accordo con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi per istituire il Cpr a Trento. Il costo per la costruzione della struttura, a carico della Provincia, è stimato in "un milione e mezzo, due" e l'area su cui realizzarla "è da acquisire", mentre "il personale, la gestione e la futura manutenzione sarà a carico dello Stato".

Il ministro Piantedosi a Trento: «Con il Cpr più sicurezza sul territorio: ecco perché»

Avere un Cpr sul proprio territorio significa prima di tutto rafforzare l’operatività delle strutture di polizia per il controllo del territorio stesso. Insomma, più sicurezza per i cittadini, perché si tolgono meno uomini all’attività tradizionale di polizia. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine dell’incontro con il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, spiegando le ragioni alla base della scelta di aprire anche a Trento un Centro di permanenza per il rimpatrio degli immigrati irregolari.

"L'area interessata è un'area prevista sul comune di Trento. Perché il Comune di Trento? Perché si tratta di un luogo di pubblica sicurezza, e quindi deve essere vicino alle arterie stradali principali, alla Questura, alle forze di polizia e a tutte le strutture idonee per gestire una struttura di questo tipo. Abbiamo individuato un'area del tutto particolare", che è quella di Maso Visintainer, come indicato sui quotidiani locali.

"Un'area - ha aggiunto Fugatti - incastrata tra l'autostrada del Brennero e la tangenziale di Trento, in un angolo. Quell'immobile verrà abbattuto, e verranno previste le strutture necessarie per il Cpr. La gestione farà a capo al ministero dell'Interno. Sarà un Cpr di 25 posti e l'accordo che andremo a sottoscrivere oggi prevede che il Centro riservi due terzi dei posti disponibili per i migranti destinatari di un provvedimento di espulsione rintracciati sul territorio trentino", ha concluso Fugatti. 

L'accordo prevede anche l'istituzione di "una sezione territoriale della Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale", ha spiegato Fugatti. Oggi il riconoscimento della protezione internazionale, ha specificato, "viene fatto in altre sedi". "Quello che diceva il ministro, che all'interno dell'accordo vi è la previsione di una riduzione graduale del numero di migranti ospitati nella Provincia di Trento, lo vediamo come quel percorso che abbiamo sempre detto: che è giusto che ci sia da una parte il rigore, che chi rimane sul nostro territorio si comporti rispettando la legge, e dall'altra anche l'accoglienza. Nel protocollo c'è scritto che nel territorio provinciale si manterranno i nuclei monofamiliari con minori, stiamo parlando delle donne con minori perlopiù, e i migranti con concrete prospettive di inserimento nel mercato del lavoro", ha aggiunto Fugatti.

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