“Per lavoratori e pensionati dalla legge di stabilità solo briciole. Cgil in piazza a Roma”

“Un lavoratore con 35.000 euro lordi annui otterrà sì un aumento contrattuale netto di 413 euro, ma subirà un drenaggio fiscale di 1.566 euro, che non verranno certo compensati dagli 88 euro di beneficio ottenuto dal taglio della seconda aliquota dell’Irpef previsto per il 2026”

TRENTO. “La legge di stabilità del governo Meloni è insufficiente, inadeguata a sostenere il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati, ed è iniqua perché non restituisce le risorse drenate per effetto del fiscal drag. Risorse che in due anni, tra il 2022 e il 2024, ammontano a 25 miliardi di euro. A fronte di queste cifre la detassazione degli aumenti contrattuali, senza un ancoraggio delle aliquote Irpef all’inflazione, si tradurrà con aumenti, per i redditi sopra i 28mila euro, tra i 3 e i 6 euro al mese. Meno di briciole”.


È anche per queste ragioni che sabato 25 ottobre la Cgil scenderà in piazza a Roma con una manifestazione dal titolo Democrazia al Lavoro. Da Trento partiranno circa 250 lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati.


Intanto l’ufficio studi della Cgil ha calcolato che, ipotizzando un aumento da contratto nazionale nel 2025 del 2% (Ipca-Nei pubblicato dall’Istat) un lavoratore con un reddito annuale di 15.000 euro lordi, anche considerando la detassazione al 5%, otterrà 259 euro netti all'anno in più in busta paga, ma si vedrà drenati 130 euro, dimezzando il vantaggio; un lavoratore con 20.000 euro lordi di reddito, a fronte di un aumento netto di 345 euro, ne perderà 513.

E più si sale, peggio è: fino ad arrivare a un lavoratore con 35.000 euro lordi annui, che otterrà sì un aumento contrattuale netto di 413 euro, ma subirà un drenaggio fiscale di 1.566 euro, che non verranno certo compensati dagli 88 euro di beneficio ottenuto dal taglio della seconda aliquota dell’Irpef previsto per il 2026.


Il sindacato di corso Italia ha fatto delle proposte all’Esecutivo, nessuna però ha trovato spazio, se non molto parziale, nella manovra licenziata nei giorni scorsi da Palazzo Chigi. Tra le priorità, oltre allo stop al riarmo, anche la previsione di un contributo di solidarietà sulle grandi ricchezze, il blocco del drenaggio fiscale su lavoratori e pensionati adeguando le aliquote Irpef all’inflazione, il superamento della flat tax.

La Cgil chiede anche misure concrete contro la precarietà, una pensione di garanzia per i giovani e precari e il superamento della legge Fornero per accedere alla pensione.


Sabato il corteo partirà alle 14.30 da piazza della Repubblica per arrivare a Piazza San Giovanni dove sono previsti gli interventi conclusivi.

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