Adige e Protezione Civile, il Trentino punta su prevenzione e memoria
L’evento è organizzato dal Servizio Bacini Montani della Provincia per discutere di sicurezza idraulica, tutela ambientale, pianificazione e memoria storica
TRENTO. Dalle sorgenti di Resia fino all’Adriatico, il fiume Adige attraversa territori, storie e comunità che ne raccontano il valore ambientale e sociale. A questo protagonista della vita del Nordest è dedicato il convegno “Passato, presente e prospettive del fiume Adige”, in corso oggi, 13 ottobre, all’Itas Forum di Trento, evento inaugurale della Settimana della Protezione civile del Trentino.
Organizzato dal Servizio Bacini montani della Provincia autonoma di Trento, il convegno riunisce istituzioni, enti di ricerca e professionisti per discutere di sicurezza idraulica, tutela ambientale, pianificazione e memoria storica. «Le esperienze vissute, da Vaia alla tragedia di Stava, ci ricordano quanto il rapporto con l’acqua richieda responsabilità e conoscenza – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti –. La sicurezza del territorio resta una priorità da portare avanti con continuità e visione».
L’assessora Giulia Zanotelli, con delega alla difesa idrogeologica e agli enti locali, ha evidenziato la centralità della gestione dell’Adige, competenza assegnata nel 2000 al Trentino. «Ogni anno investiamo mediamente 25 milioni di euro per la difesa del territorio provinciale – ha ricordato –. Nell’ultimo decennio il valore complessivo supera i 281 milioni, provenienti da fondi provinciali, statali e Pnrr. Il rischio zero non esiste, ma il nostro impegno quotidiano è prevenire e mitigare». Zanotelli ha sottolineato anche l’importanza della formazione e della sensibilizzazione dei giovani, citando il progetto “Alluvioni a catinelle”, che porta nelle scuole conoscenze e strumenti per affrontare gli eventi naturali.
Il dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna, Stefano Fait, ha ricordato che proprio il 13 ottobre ricorre la Giornata internazionale per la mitigazione delle catastrofi naturali, data scelta per l’apertura della Settimana della Protezione civile. «Nei prossimi giorni – ha spiegato – si terranno incontri tematici, esercitazioni e momenti di divulgazione fino alla Cittadella della Protezione civile alle Albere, nel fine settimana: un’occasione per incontrare i cittadini e riconoscere il valore di chi ogni giorno contribuisce alla sicurezza e alla coesione della comunità trentina».
Il dirigente del Servizio Bacini montani, Lorenzo Malpaga, ha rimarcato l’importanza del confronto tecnico e scientifico: «Abbiamo voluto un evento che unisca professionisti, accademici e funzionari delle Province di Trento e Bolzano e della Regione Veneto. L’obiettivo è riflettere sull’Adige nei suoi aspetti storici, ambientali e di rischio. Anche se oggi i pericoli sono contenuti, le grandi alluvioni del 1882 e del 1966 ci ricordano che non possiamo abbassare la guardia».