Scuola

Esame di maturità, nuove regole e dubbi per le scuole trentine

Il nuovo decreto sull’esame di maturità preoccupa studenti e famiglie: l’interrogazione di Michele Malfer alla Giunta provinciale evidenzia i rischi di esclusione per coloro che non hanno ancora sanato le carenze, con possibili conseguenze di abbandono precoce del percorso di studi

TRENTO. Le nuove disposizioni introdotte dal Decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127 sull’esame di maturità stanno creando incertezza nel sistema scolastico trentino. Il provvedimento ha ridisegnato l’impianto complessivo dell’esame, riducendo la composizione delle commissioni, introducendo nuove modalità di valutazione e confermando l’obbligo di recuperare

integralmente i debiti formativi per poter essere ammessi alla prova.

L’interrogazione presentata in Consiglio provinciale da Michele Malfer (Campobase) segnala i rischi di esclusione per una parte non trascurabile di studenti che non hanno ancora sanato le carenze, con possibili conseguenze di abbandono precoce del percorso di studi. A preoccupare è soprattutto la mancanza di indicazioni chiare sulle modalità di recupero, che in molti casi riguardano debiti accumulati negli anni precedenti.

Malfer chiede quindi alla Giunta come intenda affrontare le ricadute delle nuove norme nel sistema scolastico trentino, se siano previste misure di supporto per evitare ritiri o interruzioni degli studi e quali indicazioni operative siano state predisposte per garantire uniformità e certezza organizzativa nelle scuole.

L’interrogazione sollecita infine un confronto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito per valutare possibili adattamenti che tengano conto della specificità e dell’autonomia del sistema scolastico trentino.

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