La canapa è legale se non ha effetti droganti: la conferma del Tribunale di Trento
Confermata la legalità della produzione industriale priva di effetti psicotropi e respinto il ricorso contro il decreto sicurezza, pur stabilendo che chi coltiva e vende legalmente può continuare a farlo rispettando il limite di Thc dello 0,6%. Il Pd: «La decisione porta chiarezza agli operatori del settore. Il Governo smetta di creare confusione e di aprire un confronto serio con il Parlamento»
TRENTO. Il Tribunale di Trento ha ribadito che la canapa è legale quando priva di effetti droganti, confermando la linea già tracciata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nel 2019. La sentenza chiarisce che l’articolo 18 del decreto-legge n. 48/2025 ha carattere ricognitivo e non altera il quadro penale: la vendita dei derivati della canapa industriale non costituisce reato se i prodotti rispettano i limiti di Thc stabiliti.
La pronuncia arriva anche dopo il ricorso di due aziende che coltivano canapa legale contro il decreto sicurezza, poi convertito in legge (80/2025), che vietava la produzione e la commercializzazione delle infiorescenze, anche con Thc inferiore allo 0,6%. Il Tribunale ha respinto il ricorso perché i giudici non possono intervenire in astratto su una norma, ma solo in relazione a casi concreti, come procedimenti penali o sanzioni amministrative. Tuttavia, il giudice ha sostanzialmente dato ragione alle aziende, sottolineando che chi coltiva e vende legalmente può continuare a farlo rispettando il limite massimo di Thc dello 0,6%.
Nell’analizzare il caso, il Tribunale ha richiamato principi legislativi e giurisprudenziali, inclusi riferimenti europei: un divieto deve essere proporzionato e giustificato dall’obiettivo di tutela della salute pubblica. La legge precedente vietava la produzione di infiorescenze ma non di semi e fibre, creando confusione nella filiera. Il Tribunale ha inoltre ricordato che, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, il consumo di Thc inferiore allo 0,3% non comporta rischi significativi per la salute pubblica.
Antonella Forattini, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Agricoltura alla Camera, ha commentato: “Il settore della canapa industriale rappresenta un'importante leva di sviluppo anche per l'agricoltura italiana: significa sostenibilità, innovazione, nuove filiere produttive, possibilità di reddito per imprese e lavoratori, soprattutto nelle aree rurali. Per questo chiediamo al Governo di smettere di creare confusione e di aprire un confronto serio con il Parlamento e le associazioni di categoria, per arrivare a una normativa chiara, stabile e coerente con l'Europa. Non servono propaganda e divieti ideologici, servono certezze per chi investe e lavora ogni giorno in questo comparto