Degasperi denuncia: "Scuola dell'infanzia, insegnanti precarie costrette a firmare i contratti in poche ore"
"La scuola dell'infanzia è una competenza esclusiva della Provincia e per questo dovrebbe connotarsi per l'eccellenza rispetto al resto d'Italia" afferma il consigliere di Onda. "I fatti svelano invece come la condizione delle insegnanti trentine siano di gran lunga peggiori". L'interrogazione chiede tempi congrui per gli adempimenti, stipendi dignitosi e il ripristino del calendario nazionale
TRENTO. Un fine estate da incubo per le maestre della scuola dell'infanzia trentina. Il consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperi ha presentato un'interrogazione per denunciare i disservizi che hanno colpito centinaia di insegnanti precarie, costrette a firmare contratti a tempo determinato con poche ore di preavviso.
La vicenda è esplosa a fine agosto quando, dopo aver inizialmente fissato l'invio dei contratti per giovedì 28, la Provincia ha anticipato tutto a mercoledì 27 con obbligo di firma entro le 17.30 dello stesso giorno. "Agosto diventa un vero e proprio mese ad ostacoli, costellato di scadenze e adempimenti che decidono del futuro professionale delle lavoratrici", denuncia Degasperi nell'interrogazione.
Ma i problemi non finiscono qui. "Le convocazioni sono state fissate attorno a Ferragosto, precisamente il 12, 18 e 19 agosto, senza alcuna informazione chiara", prosegue il consigliere. Il sistema informatico della Provincia è andato in tilt durante le procedure e le insegnanti devono completare moduli online con tempistiche impossibili: il portale apre il 1° settembre alle 8, ma la presa di servizio è già il giorno dopo.
Il paradosso è economico: "Parliamo di professionisti laureati, spesso con certificazioni aggiuntive, che a tempo pieno percepiscono 1.400-1.500 euro come primo livello", mentre chi lavora part-time arriva a malapena a "600 o 700 euro al mese". Senza contare che "le insegnanti con contratto determinato part-time non hanno diritto alle ore di permesso per studio", creando un circolo vizioso che penalizza soprattutto i bambini BES.
"La scuola dell'infanzia è una competenza esclusiva della Provincia di Trento e per questo dovrebbe connotarsi per l'eccellenza rispetto al resto d'Italia", conclude Degasperi. "I fatti svelano invece come la condizione delle insegnanti trentine siano di gran lunga peggiori". L'interrogazione chiede tempi congrui per gli adempimenti, stipendi dignitosi e il ripristino del calendario nazionale.