Politica

Scontro sui vitalizi, si va verso l’ultimo atto in Corte di Cassazione

Da una parte il consiglio regionale, che ha tagliato le attualizzazioni degli assegni, e dall’altra un gruppo di consiglieri regionali che hanno contestato la riforma del 2014 e si sono rifiutati di restituire la quota dovuta, dopo il ricalcolo al ribasso

di Luisa Maria Patruno

TRENTO. La Corte di Cassazione potrebbe scrivere l'ultimo atto dello scontro che si trascina da 11 anni tra il consiglio regionale e un gruppo di ex consiglieri regionali trentini e altoatesini (sono circa una trentina), che hanno contestato la riforma del 2014, che ha tagliato le attualizzazioni dei vitalizi, e che si sono rifiutati di restituire la quota dovuta, dopo il ricalcolo al ribasso dell'assegno.

Al centro di questo contenzioso ci sono ancora circa 5 milioni di euro su cui il consiglio regionale conta di riuscire a mettere la mani, visto che in ben sette sentenze della Corte d'appello di Trento, relative ad altrettanti ricorsi da parte di ex consiglieri, i giudici si sono espressi dando ragione al Consiglio e alla Giunta regionale, qualora la suprema Corte chiudesse definitivamente la partita confermando le decisioni dell'appello.

Il presidente del consiglio regionale, Roberto Paccher, si mostra ottimista e dichiara: «Abbiamo deciso, insieme alla Giunta, di resistere ai ricorsi di gruppi di ex consiglieri, perché siamo fiduciosi in un giudizio a noi favorevole da parte della Cassazione per chiudere questa vecchia vertenza con la restituzione dei soldi dovuti da parte degli ex consiglieri».

All'interno dei ricorsi che contestavano il ricalcolo del vitalizio attualizzato, questi ex consiglieri che non hanno ottenuto dei giudici risposte favorevoli sulle restituzioni, hanno sollecitato allora la rideterminazione della percentuale di detassazione degli assegni vitalizi. Il consiglio regionale, infatti, ha applicato una detassazione del 28,5% sui vitalizi, mentre secondo gli ex consiglieri doveva essere del 33,21%, aumentando dunque l'entità dell'assegno netto.

L'assegno vitalizio può arrivare a circa 5.000 euro lordi al mese, per gli ex consiglieri, oltre alla quota che era stata attualizzata, quindi versata in anticipo in base alla legge del 2012 corretta nel 2014.Prudenzialmente, pur confidando nel fatto che la Cassazione darà ragione all'ente pubblico, il consiglio regionale ha stanziato 20 milioni di euro per gli effetti negativi della causa in corso.La Giunta e il Consiglio regionale hanno deciso di affidarsi agli avvocati Giandomenico Falcon, Christian Ferrazzi e Andrea Manzi.

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