Polemiche

Autonomia, la Provincia di Trento stanzia ventimila euro per le bandiere

La consigliera provinciale Francesca Parolari (Pd) vuole sapere di quali consulenze ci si è avvalsi per la programmazione degli eventi commemorativi e gli investimenti pubblici nelle reti televisive locali per trasmissioni centrate sull'autonomia speciale

TRENTO. Sono stati stanziati 20.000 euro dal Servizio minoranze linguistiche e relazioni esterne della Provincia per l'acquisto delle bandiere del Trentino e altro materiale per fare seguito alla delibera di giunta proposta dall'assessore Simone Marchiori, che definisce i criteri di diffusione dei simboli dell'autonomia. Questo percorso si legge nella determina del dirigente «prevede il coinvolgimento dei cittadini, in particolare dei giovani, anche attraverso la consegna della bandiera della Provincia in occasione degli eventi programmati, unitamente alla spiegazione delle origini e del suo significato quale elemento rappresentativo della conquista dell'autonomia».

Su proposta dell'assessore, il Servizio è stato incaricato di pianificare l'acquisto delle bandiere della Provincia «in relazione all'iniziativa legata alla distribuzione delle stesse, con uno specifico formato in cui si permetta l'inserimento di un nuovo prospetto informativo».

Intanto, in vista della Giornata dell'Autonomia, che si celebra il 5 settembre, la consigliera provinciale Francesca Parolari (Pd) ha depositato una interrogazione per chiedere i motivi per i quali «si è deciso di ignorare la ricorrenza storica della ribellione contadina del 1525 in tutto il Tirolo guidata da Michael Gaismayr». Parolari vuole sapere anche di quali consulenze ci si è avvalsi per la programmazione degli eventi commemorativi e gli investimenti pubblici nelle reti televisive locali per trasmissioni centrate sull'autonomia speciale.

«Quest'anno - sostiene la consigliera provinciale del Pd - forse qualche sforzo di immaginazione in più si sarebbe potuto fare, considerato che proprio nel 2025 cade il cinquecentenario della Guerra Rustica, cioè delle rivolte contadine e dei minatori nel Trentino nel quadro della più ampia ribellione tirolese guidata da Michael Gaismayr. Stupisce infatti come questa circostanza di grande rilievo storico e anche costituente parte delle radici della tradizione di autogoverno dell'intero Tirolo storico, sia stata oggetto di totale disinteresse a livello istituzionale anche in occasione della "Giornata dell'Autonomia", quando invece si sarebbe forse potuto, proprio su tali temi, coinvolgere le istituzioni e le comunità della Provincia autonoma di Bolzano e del Land Tirol».

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