Riforma Icef, sindacati in allarme: “Intervento che penalizza le famiglie trentine con due redditi”
Rischio riduzione dell'Assegno unico provinciale per ben 13.200 nuclei. Ma con i nuovi parametri regna l’incertezza. Appello di Cgil Cisl Uil: “Tutte le famiglie con figli facciano l’Icef”
TRENTO. A settembre per le famiglie trentine cambieranno radicalmente i parametri per la determinazione dell’Icef, l’indicatore della condizione economica e patrimoniale indispensabile per accedere agli sconti tariffari, ai sostegni per i figli e alle agevolazioni per la conciliazione vita-lavoro. Una riforma così radicale che ad oggi non è possibile sapere con certezza quali e quante famiglie potranno accedere al welfare per i figli minori.
Lo spiegano i sindacati che, pur avendo proposto modifiche all’impianto voluto dalla Giunta Fugatti, non sono stati minimamente ascoltati e anche per questo lanciano l’allarme su più fronti. Il primo è quello dell’equità. “Non c’è molto di equo nel nuovo Icef”, spiegano Cgil, Cisl, Uil in una nota congiunta. “Se i parametri non cambieranno o se non si interverrà a valle dell’Icef sulle soglie di accesso ai benefici, infatti saranno più a rischio le famiglie trentine con due redditi o con redditi da lavoro femminile, ovvero ben il 77% dei nuclei familiari con figli. Lo ha confermato anche un’analisi di Irvapp che ha certificato quanto abbiamo sempre denunciato: il 43% delle famiglie vedranno ridursi l’Assegno unico provinciale per i figli e il 9,5% perderebbero ogni tipo di sostegno. Si tratta rispettivamente di 13.200 e di quasi 3.000 famiglie”.
Tra l’altro i dati usati da Irvapp nelle sue stime si basano sui redditi del 2019, ossia di ben sei anni fa. “Visto che i redditi sono cresciuti ma l’inflazione ha falcidiato il potere d’acquisto", ricordano i sindacati, "l’impatto della riforma Icef è sicuramente sottostimato da Irvapp. In assenza di una reale indicizzazione dell’Icef, saranno proprio le famiglie con due redditi a subire una doppia penalizzazione. Alla faccia della volontà di premiare l’occupazione femminile: la Giunta oggi fa proprio l’opposto”.
Tra l’altro a pagare un conto salato non sarà solo chi conta sull’Assegno unico provinciale, ma anche le famiglie che utilizzano gli asili nido, le scuole dell’infanzia e il servizio mensa della scuola primaria, nonché i buoni di servizio per la conciliazione vita-lavoro.
Per tutti questi motivi, Cgil Cisl Uil chiedono modifiche strutturali dell’impostazione della Giunta per riparare ai danni prodotti dalla riforma Icef. Ma se queste verranno adottate, sarà solo dopo che le famiglie avranno presentato la dichiarazione Icef. Fino ad allora nessuno saprà con certezza se potrà beneficiare del welfare per i figli col rischio che molte famiglie si scoraggino e non presentino nemmeno l’Icef.
Di qui l’appello di Cgil Cisl Uil del Trentino. “Di fronte alla profonda incertezza creata dalla Giunta, il nostro invito è rivolto a tutte famiglie con figli affinché si rivolgano ai Caf: mai come oggi è fondamentale che facciano la certificazione Icef. Solo così si potrà dimostrare con numeri inoppugnabili l’impatto del nuovo Icef e fare pressioni per cambiare il sistema in maniera davvero equa”.