Trentino Alto Adige, 70mila posti di lavoro da rimpiazzare entro il 2029
Record nazionale per la regione autonoma che mantiene il rapporto più favorevole tra giovani e anziani nel mondo del lavoro. Tuttavia lo studio Cgia-Unioncamere prevede un massiccio ricambio generazionale con il 50% delle sostituzioni nel privato e il 50% nel pubblico e autonomi
TRENTO. Il Trentino Alto Adige si conferma la regione con i lavoratori più giovani d'Italia. Ogni 100 dipendenti under-35, solo 50 hanno superato i 55 anni, contro una media nazionale di 65. Un primato che colloca la regione autonoma in testa alla classifica davanti a Lombardia, Veneto e Campania, e molto distante da realtà critiche come Basilicata e Sardegna dove gli over-55 superano gli 82 ogni 100 giovani.
Nonostante questo vantaggio demografico, anche il Trentino Alto Adige dovrà fare i conti con la grande "fuga" dal lavoro dei prossimi anni. Tra il 2025 e il 2029 sarà necessario sostituire 70.500 lavoratori che andranno in pensione o lasceranno l'attività per altri motivi. Di questi, 35.500 sono dipendenti del settore privato e 35.000 tra pubblici e autonomi, una distribuzione quasi perfettamente equilibrata.
Il fenomeno interesserà soprattutto il comparto dei servizi, seguendo il trend nazionale che vede oltre sette sostituzioni su dieci concentrate in questo settore. "Tra qualche anno assisteremo a un esodo mai visto", avverte l'Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha elaborato i dati Unioncamere.
Anche la regione più giovane d'Italia dovrà prepararsi alla "guerra dei talenti": quando milioni di lavoratori esperti lasceranno uffici e fabbriche, le aziende saranno costrette a contendersi i migliori professionisti offrendo salari e condizioni sempre più vantaggiose.