Asini e pecore sono prede facili: i lupi ormai si sono “specializzati”
Il punto del report mensile del Servizio faunistico sui grandi carnivori ha registrato a luglio numerose predazioni da parte dei lupi, «ripetute e concentrate in un'area relativamente ristretta della Bassa Valsugana
TRENTO. Il report mensile del Servizio faunistico sui grandi carnivori ha registrato a luglio numerose predazioni da parte dei lupi «ripetute e concentrate in un'area relativamente ristretta della Bassa Valsugana, dove una notevole disponibilità di asini e ovini, detenuti nei pressi dei centri abitati in poche unità o in piccoli gruppi e facilmente predabili, - spiegano gli esperti - ha fatto sì che alcuni lupi stanziali nell'area in oggetto si siano progressivamente specializzati nella ricerca attiva e nella predazione seriale di tali animali».
Proprio per evitare che la facilità di procurarsi il cibo in questo modo incoraggi i lupi a continuare con queste predazioni, le strutture preposte che stanno seguendo con attenzione la situazione ricordano a chi ancora lascia gli animali senza protezione «la possibilità, sia per le aziende agricole che per gli hobbisti, di richiedere al personale forestale la fornitura diretta di recinzioni elettrificate». «Informazioni di dettaglio e modulo di richiesta - precisa il comunicato del Servizio faunistico - sono consultabili e scaricabili sul sito della Provincia dedicato ai grandi carnivori».Insomma, la Provincia fornisce gratuitamente le recinzioni che consentono di proteggere efficacemente asini, ovini e altri animali tenuti vicino alle abitazioni. Ma è necessario attivarsi per chiederle.
Il rapporto sui grandi carnivori sottolinea che nel mese di luglio si sono registrati anche danni a causa dei lupi al bestiame in alpeggio «con occasionali predazioni su ovicaprini, asini o giovani bovini in varie zone del territorio provinciale e alcuni tentativi di predazione sventati dall'azione di cani da guardiania e/o dai pastori».Vittima di un incontro ravvicinato con i lupi è stato anche un cane da compagnia il quale allontanatosi dal padrone è stato leggermente ferito nella zona di Brusago sull'Altopiano di Piné.
Per quanto riguarda, invece, gli orsi, a luglio non sono stati segnalati incontri ravvicinati con l'uomo. Quest'anno infatti gli orsi sembrano essere più schivi nonostante, spiega il Servizio faunistico siano stati «avvistati o fototrappolati orsi su buona parte del Trentino occidentale». «L'attuale assenza di soggetti particolarmente confidenti nei confronti dell'uomo o dannosi in modo seriale - si legge nel report della Provincia - ha, tuttavia, probabilmente contribuito a far calare la "percezione umana della presenza della specie" negli ultimi mesi».
«Gli orsi - viene specificato dal rapporto mensile - si sono tuttavia palesati anche tramite indici di presenza lasciati dietro di sé nelle ore notturne, in questo periodo perlopiù legati a consumo di frutta coltivata (ciliegie, albicocche, pesche e altro) e a danni collaterali ai rami degli alberi da frutto o a recinzioni. Altri eventi di danno hanno interessato pollai (4 casi), ovicaprini (2 casi, in uno dei quali l'orso è stato scacciato dai cani da guardiania presenti), bovini (un caso in Val Rendena, dove è attenzionato l'orso maschio adulto che negli ultimi anni si è reso responsabile di ripetuti eventi di questo tipo)».