L'elemosina in chiesa adesso si fa con il bancomat
Anche a Trento Pos per le donazioni: totem in arrivo in un paio di parrocchie dopo l’introduzione del pagamento elettronico nelle basiliche di Milano, Assisi e Roma
TRENTO. I tempi cambiano per tutto e tutti. Anche e soprattutto, ormai è chiaro, per via del progresso tecnologico. Ecco allora che anche il mondo ecclesiastico si prepara ad una svolta tanto semplice quanto, verrebbe da dire, inevitabile. Il progetto si chiama «Cento totem in 100 chiese» ed ha come obiettivo quello di installare, all'interno appunto di cento chiese in tutta Italia, appositi terminali di pagamento per consentire ai fedeli di versare un'offerta attraverso la propria carta di credito. Insomma, una vera e propria «donazione digitale» che andrà quindi oltre l'ormai tradizionale consegna della moneta al momento della funzione religiosa.
Riavvolgendo il nastro, la progettualità promossa da Banco Bpm, Numia e Cei (Conferenza Episcopale Italiana) è partita in realtà già nello scorso mese di novembre all'interno di alcune chiese: la basilica di Sant'Ambrogio a Milano, in quelle di Assisi ed anche presso l'infopoint in Vaticano. Entro la fine dell'anno, hanno spiegato i promotori dell'iniziativa, sarà possibile utilizzare questo sistema in almeno trenta chiese in tutta Italia, con l'obiettivo più ampio chiaramente di arrivare al «doppio zero» entro il breve futuro.Ma c'è di più: proprio gli organizzatori hanno sottolineato recentemente che il piano coinvolgerà chiese «da Trento a Catania», citando dunque direttamente la nostra città.
Ed in effetti, conferme in questo senso sono arrivate proprio dalla Curia trentina. Solo qualche accenno, per la verità, ma abbastanza per poter affermare con certezza che anche sul nostro territorio questa iniziativa prenderà piede entro poco tempo e darà quindi la possibilità a tutti, anche alle nuove generazioni, di versare un'offerta in un modo decisamente innovativo. Parlando appunto del Trentino, per il momento l'unica informazione sicura è che verranno coinvolte nel progetto almeno un paio di chiese. Al momento, tuttavia, non è stato ancora installato nulla e quindi, almeno per ora, nessuna sorpresa una volta varcate le porte d'ingresso delle chiese locali.
Sviluppi concreti dovrebbero però arrivare dopo il periodo di Ferragosto e quindi, ad oggi, non resta che aspettare.Anche perché oltre alla conferma sul fatto che qualche chiesa sarà coinvolta, per ora non è stato nemmeno reso noto quali saranno. E soprattutto dove. Difficile però pensare a valli o piccoli comuni, più facile invece che la scelta ricada su luoghi maggiormente frequentati, non solo da trentini ma anche da turisti - lo scopo infatti potrebbe essere anche quello di coinvolgere nelle donazioni chi proviene da oltre i nostri confini, essendo il pagamento elettronico molto più veloce e accessibile a tutti - e dunque si potrebbero ipotizzare chiese di più grandi dimensioni come, nel capoluogo, il Duomo oppure Santa Maria Maggiore.Di certo per la chiesa questo rappresenta un passo importante verso l'adeguamento a tempi che cambiano in modo veloce, spinti da una tecnologia sempre più radicata nelle nostre vite.
C'è infatti chi paga con la carta, chi ha sempre qualche moneta o banconota in tasca, ma anche chi (soprattutto i più giovani) ormai paga direttamente usando il proprio smartphone. Non resta che attendere nuovi sviluppi, in attesa di capire quali saranno le chiese trentine che sperimenteranno questo nuovo metodo di donazione dei fedeli.