Boschi

Bostrico, un milione di alberi persi in Trentino

La fase critica è alle spalle ma resta alta l’attenzione su Fiemme e Primiero. Via libera alla terza revisione del “Piano bostrico” e stop al blocco dei tagli

di Paolo Fisichella

TRENTO. Un milione: questo grosso modo il numero di alberi danneggiati dal bostrico dal 2019 ad oggi. E se i numeri dell'epidemia sembrano rallentare, rimane ancora alta la guardia nella Val di Fiemme e Primiero.

A otto anni di distanza si fanno ancora sentire gli effetti della tempesta Vaia che nell'ottobre del 2018 si è abbattuta con violenza in tutto il nord-est "mietendo" un numero stimato di 42 milioni di alberi. E se gli effetti dell'evento furono disastrosi, altrettanto lo è la coda lunga dei suoi effetti. Tra questi l'enorme disponibilità di alberi schiantati al suolo, che nel corso del tempo e soprattutto nelle zone più complesse su cui intervenire, ha creato le condizioni ideali per la proliferazione del bostrico tipografico, scatenando l'infestazione più estesa mai osservata in tutte le Alpi meridionali.

A parlare bastano i numeri: dal 2019 al 2024 ammonta infatti a 2,7 milioni di metri cubi il legname danneggiato, ossia 13.422 ettari di bosco. Ipotizzando circa 3 metri cubi di media per ogni pianta (il bostrico tende a preferire gli arbusti maturi) la stima arriva per l'appunto a circa 1 milione di alberi coinvolti, comprendendo anche i nuovi ettari "attaccati" quest'anno. La situazione però ad oggi, fortunatamente, sembra essere uscita dalla sua fase più critica. E a dimostrarlo la terza revisione del Piano bostrico, lo strumento con cui l'Amministrazione definisce le strategie per monitorare e contenere la diffusione del coleottero.

«I dati ci dicono che il picco principale dell'epidemia è ormai alle spalle - ha sottolineato l'assessore provinciale alle foreste, Roberto Failoni, relatore della delibera - ma questo non significa che possiamo abbassare la guardia. In particolare nel settore orientale, nei distretti di Cavalese e Primiero, le catture restano elevate e la probabilità di nuovi picchi secondari è ancora concreta. Il Piano aggiornato ci consente di essere pronti e vigili, continuando a tutelare il patrimonio forestale trentino con interventi mirati e tempestivi».Il 2024 ha fatto infatti segnare un rallentamento nella diffusione del bostrico . Solo il 18% delle trappole della rete di monitoraggio ha superato la soglia critica delle 8.000 catture, soglia oltre la quale si configura una fase epidemica. Negli anni precedenti, questa percentuale oscillava tra il 75% e l'85%. Anche i danni stimati confermano il trend positivo: dai circa 580mila metri cubi di legname colpito nella stagione precedente si è passati a circa 250mila metri cubi nella stagione attuale, con una riduzione delle superfici danneggiate rispettivamente da oltre 2.200 ettari a 875 ettari. Tuttavia, come anticipato, le prime proiezioni del dato 2025 mostrano che, soprattutto nel settore orientale, i valori di cattura sono ancora elevati.«La cautela è d'obbligo in queste situazioni - ha ricordato Stefano Fait, dirigente provinciale del dipartimento protezione civile, foreste e fauna -. Ci sono zone in cui si sta andando meglio e altre dove i tempi saranno necessariamente più lunghi. Lo stato è in continua evoluzione a seconda di tanti aspetti, tra i quali le condizioni meteo e stagionali». «La differenza è netta tra il Trentino nord-orientale e le altre zone- ha ribadito anche Antonio Manica, sostituto dirigente dell'Agenzia provinciale delle foreste demaniali -. La situazione nella zona di Fiemme è meno rosea e l'attenzione rimane alta».

E proprio sulla Val di Fiemme si concentra l'attenzione di Andrea Bertagnolli, tecnico forestale della Magnifica Comunità: «La situazione mediamente è in miglioramento, anche perché il clima ci ha dato una mano - ha ricordato -. Se ci sono da una parte delle aree in cui stiamo rientrando (soprattutto nella parte occidentale) i miglioramenti sono meno evidenti nel Lagorai o nella zona di Predazzo. Bisognerà attendere però ancora un paio di settimane per capire la situazione sulle nuove generazioni a causa del ritardo per la primavera piovosa». «Va considerato però - ha aggiunto Bertagnolli - che la situazione è in miglioramento anche perché ci sono sempre meno boschi maturi. Il bostrico ha fatto dei danni ingenti alla parte migliore di questi. Ha colpito metà del patrimonio forestale in termini di produttività, soprattutto sul Lagorai».

Nel frattempo, in considerazione dell'evoluzione generale della situazione, la Giunta ha deciso di non prorogare oltre il blocco delle nuove autorizzazioni di taglio di piante verdi, che potranno riprendere nel rispetto delle norme ordinarie, assieme al taglio dei lotti autorizzati, che era stato temporaneamente sospeso. Rimangono attive tutte le altre misure di prevenzione e lotta del Piano e le semplificazioni amministrative per i lotti colpiti da bostrico nei comuni classificati prioritari.

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