Strade

In Trentino circolano 38 mila mezzi non assicurati, il 5,7% del totale

Si registra un aumento deciso dei veicoli non coperti dalla (obbligatoria) rca: 23mila nel 2022, 33mila nel 2023 e 38mila nel 2024, pari ad un incremento del 65,2%. La regione più virtuosa è il Friuli Venezia Giulia con il 3,3%, seguita dal Veneto con il 3,8%

di Marica Vigano'

TRENTO - Costano sempre di più le polizze auto, ma ad aumentare sono anche le persone che decidono di non pagarle. In Trentino c'è stata una progressione netta del numero di mezzi circolanti non assicurati: 23mila nel 2022, 33mila nel 2023 e 38mila nel 2024, pari a un incremento del 65,2%. La percentuale registrata nella nostra provincia è la più alta d'Italia e distanzia largamente Ancona, che si piazza al secondo posto con il 35,7%.

Il report, elaborato dal Sindacato nazionale agenti di assicurazione, sfata il mito che il Nord sia più virtuoso del Sud della penisola. Primi in Italia, ma in negativo.

Nella nostra regione circolano 1.149.000 mezzi, di cui 66mila non assicurati pari al 5,7%, su una media italiana di 6,1%. Inoltre, nel territorio del Trentino Alto Adige si registra - come per la provincia di Trento - il maggior incremento percentuale di veicoli non coperti da polizza.

Dal 2022 al 2024 l'aumento è stato del 57,1% per quanto riguarda il dato cumulativo delle due province (come anticipato, tocca addirittura il 65,2% nel solo Trentino).

I veicoli non assicurati in regione sono passati da 42mila nel 2022 a 57mila nel 2023 fino a 66mila nel 2024, mentre in provincia di Trento la progressione è stata 23mila - 33 mila - 38mila. Nel 2024 la regione con la percentuale più alta di mezzi non assicurati è stata la Valle d'Aosta, che ha raggiunto l'11,3%, mentre al secondo posto c'è la Campania con il 10,6%.

La regione più virtuosa è il Friuli Venezia Giulia con il 3,3%, seguita dal Veneto con 3,8%.

Anche i trentini non pagano. Alessandro Mich, coordinatore regionale in Trentino del Sindacato nazionale agenti di assicurazione (Sna), ci aiuta a comprendere il fenomeno.

«Le compagnie assicurative hanno aumentato i premi nonostante abbiano fatto utili pure nel periodo del Covid. E ciò, come ci spiegano, per diversi fattori: un'incidenza maggiore dei sinistri stradali, la crescita del costo delle materie prime e della manodopera che determina un aumento dei prezzi per la riparazione dei veicoli - evidenzia - Ed è così che i costi delle polizze auto sono aumentati anche nella nostra provincia».

Dal sindacato arriva anche un'osservazione che smentisce la chiacchiera che sarebbero le persone di origine straniera a non pagare la polizza.

«Sempre più clienti trentini non rinnovano l'assicurazione o pagano in ritardo il premio. Quando li vediamo a bordo di auto con la polizza scaduta si giustificano: "La uso poco". Ma non è questione di utilizzare un mezzo tutti i giorni o una volta al mese, perché se accade un incidente le responsabilità sono tante».

«In Trentino la percentuale dei veicoli privi di assicurazione è del 5,7%, leggermente inferiore alla media nazionale, ma resta comunque una situazione socialmente inaccettabile» prosegue Mich. Il costo di questo fenomeno ricade pesantemente sul "Fondo di garanzia per le vittime della strada", gestito dalla Consap, che indennizza le vittime di sinistri con veicoli non identificati o non assicurati. Le risorse del Fondo provengono da una percentuale sui premi Rc auto (2,5%) pagati dalle compagnie, che indirettamente pesano su tutti gli assicurati onesti.

Nel 2024 sono stati erogati oltre 266 milioni di euro per circa 49mila indennizzi derivanti da sinistri causati da veicoli non assicurati o non individuati. I quasi 3 milioni di automobilisti che in Italia evadono l'obbligo assicurativo costano al sistema oltre 5 miliardi di euro.Le proposte per una soluzione.Non si può risolvere il problema con uno schiocco di dita, ma gli assicuratori hanno presentato, anche in sede di ministero dei trasporti, alcune soluzioni.

Ad esempio la proposta - semplice ed efficace - di attuare una campagna di sensibilizzazione e formazione, per far comprendere ai cittadini i rischi e le conseguenze della circolazione senza assicurazione.

E poi misure di sostegno economico, che vanno da agevolazioni o incentivi per le fasce di popolazione più fragili economicamente all'introduzione di un limite ai premi assicurativi, soprattutto per i più giovani. Sna ha rilevato tariffe insostenibili, anche superiori a 10mila euro annui per la classe d'ingresso (Bonus Malus 14).

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