Sicurezza

Aumentano incidenti e vittime sulle strade del Trentino

Nel 2024 sono stati 38 i decessi, il tasso di mortalità è tra i più alti: disattenzione e velocità le maggiori responsabili. Le arterie più pericolose: strada dell’Interporto, destra Adige, Caldonazzo, Fersina Avisio, Sporminore, Piné e Passo Manghen

di Nicola Maschio

TRENTO. Non c'è pace sulle strade trentine. I numeri infatti dicono che gli incidenti sono in crescita costante: si è passati dai 1.125 del 2021 ai 1.289 del 2023. Bolzano passa invece dai 1.492 incidenti del 2021 ai 1.775 del 2022 ai 1.776 del 2023.In Trentino crescono anche le vittime: il 2024 ha visto un aumento significativo delle vittime da incidente stradale, con 38 morti, in crescita dell'8,6% rispetto ai 35 del 2023 e del 52% rispetto ai 25 decessi del 2019. Il tasso di mortalità stradale è salito a 7,0 ogni 100.000 abitanti, uno dei più alti in Italia.

Il tutto, con una certezza: dagli incroci nei pressi dei laghi fino ai passi montani, dalle strade dei comuni più lontani dal capoluogo fino alla tangenziale e alle zone industriali, tutti questi contesti rappresentano un pericolo che, laddove gli automobilisti sono distratti o procedono troppo in fretta, si è più volte tradotto in un incidente. Un trend chiaro per la verità in tutto il Paese, come riportato dai dati elaborati dall'Automobile Club Italia e da Istat: nel 2024 infatti il numero di morti in incidenti stradali ammonta a 3.030, cioè lo 0,3% in meno rispetto all'anno precedente, tuttavia i feriti hanno toccato quota 233.853 (+4,1%) e con un totale di 173.364 incidenti stradali (anche in questo caso +4,1% sul 2023). Una premessa però è doverosa: i dati più recenti rispetto alle specificità degli incidenti e alle strade più pericolose risalgono al 2023, dunque è chiaro che quanto accaduto nell'ultimo anno e mezzo non può essere ancora commentato. E sarà interessante farlo nel momento in cui i numeri verranno resi noti, anche alla luce del nuovo codice della strada.

Il focus sulle strade provinciali, dove nel 2023 si sono registrati 261 incidenti, un sesto del toale. Con cinque vittime e 373 feriti. Dati che, guardando all'anno precedente e cioè al 2022, confermano quanto scritto poche righe fa: incidenti in aumento rispetto ai 233 di quest'ultimo anno (cioè +28), più feriti (323 e dunque 50 in più nel 2023) ma meno morti (da 13 a 5). Resta da capire su quali strade i trentini (ma non solo) rischiano maggiormente ogni giorno.

Le più pericolose, sempre stando al rapporto di Aci e Istat, sono la SP 001 del lago di Caldonazzo (compresa la diramazione per Bosentino) dove nel 2023 si sono verificati 17 incidenti con 26 feriti, poi la SP 31 del passo Manghen (con tre incidenti che hanno portato ad un morto e quattro feriti), la SP 67 del Lovernatico a Sporminore (un decesso), la SP 71 Fersina-Avisio (ben 13 incidenti e 15 feriti ma con anche un morto) e poi la SP 83 di Piné, dove poco meno di due anni fa si sono verificati in tutto 14 incidenti con 23 feriti. Non si salva nemmeno la destra Adige, con la SP 90 che ha assistito a 9 incidenti e 15 feriti, così come la SP 235 dell'Interporto dove si sono toccati addirittura i 28 incidenti e ben 36 feriti. «Sebbene il numero di incidenti sia ancora alto, certamente la decrescita dei decessi sulle strade trentine è un dato positivo anche se, va sottolineato, probabilmente legato al fatto che stiamo guidando macchine sempre più moderne e all'avanguardia o semplicemente più grandi e resistenti - ha concluso Fiorenzo Dalmeri, presidente dell'Automobile Club Trento - Certo, la disattenzione alla guida fa ancora la differenza in negativo e penso per esempio all'utilizzo dei cellulari. Inoltre, dobbiamo ricordarci che sono i motociclisti coloro che, purtroppo, perdono la vita più spesso sulle strade».

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