Facoltà di Medicina, già 350 gli scritti: c’è tempo fino a venerdì
Ancora pochi giorni per l’iscrizione al “semestre filtro”, lezioni a partore dal 2 settembre e sessioni di esame a metà novembre e metà dicembre. Il rettore Deflorian: «Lezioni in presenza e non on line, come abbiamo sempre fatto»
TRENTO. Mancano pochi giorni alla chiusura delle iscrizioni per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
Venerdì prossimo, infatti, è la data ultima e poi si saprà quanti aspiranti medici hanno scelto Trento per il semestre filtro (e di conseguenza anche per frequentare l'università se poi saranno tra i primi 72 in graduatoria dopo aver sostenuto i primi esami).
«Gli scorsi anni, quando c'era il test di ingresso, avevamo avuto circa 500 domande - spiega il rettore Flavio Deflorian - Ci aspettiamo numeri simili. Al momento le iscrizioni sono circa 350. Difficile sapere, a questo punto, se chi voleva iscriversi lo ha già fatto o se lo farà all'ultimo ma non credo che ci allontaneremo molto da questi numeri».
Trento ha scelto anche per il semestre aperto lezioni in presenza. «È una scelta non solo nostra - specifica Deflorian - . Lo fa anche Trieste, Verona fa il primo mese in presenza e il secondo online, solo per fare alcuni esempi. Poi per non noi non è nemmeno una scelta, è semplicemente fare ciò che abbiamo sempre fatto. Noi online non abbiamo fatto nulla, se non durante il Covid».
L'Università ha già pronto anche un piano per garantire lezioni in presenza a tutti gli iscritti. «Non possiamo programmare molto fino a quando non ci sono numeri certi, quindi da qui al primo settembre abbiamo diversi scenari. Abbiamo aule da circa 200 posti, meno di duecento era difficile da immaginare e più di 500 diventerebbe problematico. Chiaramente dovremo pensare a corsi sdoppiati su due aule che ci sono. La soluzione comunque la si troverà».
Il nuovo sistema prevede lezioni a partire dal 2 settembre, poi due sessioni di esami a metà novembre e metà dicembre. Gli esami di profitto dei tre insegnamenti (fisica, biologia e chimica) si svolgeranno nella stessa data e contemporaneamente in tutte le università in cui è attivo il semestre aperto. Per ciascuna prova d'esame gli studenti dovranno rispondere a trentuno domande per ogni materia avendo a disposizione al massimo 45 minuti di tempo per insegnamento.
Lo studente potrà rifiutare uno o più voti e ripetere - per una seconda e ultima volta - la specifica prova per cui ha rifiutato l'esito.
La graduatoria nazionale per occupare uno dei 20mila posti a disposizione verrà formata in base ai voti ottenuti nelle tre prove. A quel punto verrà stilata una graduatoria e scorrendo verranno soddisfatte le prime scelte fino a copertura dellecapienze nei vari atenei. Gli altri potrebbero entrare in graduatoria nelle altre università scelte come "subordinate" oppure, se proprio non avessero fatto un buon punteggio, potranno optare di proseguire in un altro corso di laurea dell'area sanitaria o biomedica, per il quale si erano iscritti in contemporanea come seconda scelta.
Inoltre, è possibile ripetere il test l'anno successivo, mantenendo validi gli esami sostenuti nel frattempo.Per molti studenti in procinto di iscriversi, però, questo semestre filtro, soprattutto se si deve fare in presenza, non è una buona scelta. M.A., 26 anni, ad esempio, è laureata in economia ma lavora per la Croce Rossa. Stando nell'ambiente è nata in lei la passione per l'ambito medico e ha intenzione di iscriversi alla Facoltà di medicina. Ma con questa modalità è impossibile.
«Sono indecisa se iscrivermi a Padova dove si possono fare le lezioni online che con il mio lavoro sarebbero più gestibili. Inoltre, per moltissimi studenti c'è il problema dell'alloggio. Nessuno affitta una casa per quattro mesi, oppure a prezzi folli. Ci sono moltissimi ragazzi preoccupati e arrabbiati per questa situazione. Anche perché iscriversi è un po' una scommessa. Negli anni scorsi sapevi subito se potevi proseguire o meno. Adesso uno investe tre mesi e non ha certezze. Per chi come me già lavoro è un grosso problema, così come per chi viene da fuori».