Il caso

Fugatti: terzo figlio, il bonus andrà per il 63% a madri italiane. Pd all’attacco: che brutta pagina

Durissima presa di posizione dei dem: "affermazioni non degne" con "un sapore quasi razzista" da parte del presidente della Provincia

ASSESTAMENTO La relazione del presidente Fugatti
 

TRENTO. Il Partito Democratico trentino non ci sta e attacca duramente la maggioranza sul bonus per il terzo figlio. Un comunicato al vetriolo che denuncia "affermazioni non degne" con "un sapore quasi razzista" da parte del presidente della Provincia. La polemica esplode dopo le dichiarazioni in cui si specificava che i beneficiari del bonus saranno "per il 63% madri italiane", garantendo così il "rinnovamento generazionale preservando la nostra identità culturale". Parole che hanno fatto scattare la reazione piccata dell'opposizione.


"Profonda distanza" è l'espressione usata dai dem per prendere le distanze da quella che definiscono una deriva propagandistica. Il Pd contesta apertamente l'approccio identitario della misura, accusando la maggioranza di aver trasformato una politica sociale in uno strumento di divisione etnica.


Ma non è solo questione di linguaggio. L'opposizione punta il dito anche sui numeri: con un tasso di fecondità trentino di 1,26 figli per donna, incentivare il terzo figlio appare come un controsenso statistico. "La vera sfida è incentivare il passaggio da zero a un figlio", sottolineano i democratici.


La critica tocca nel vivo anche le divisioni interne alla maggioranza. Il Pd fa notare come esistano "aperti scontri interni" proprio sul bonus terzo figlio, con una parte del centrodestra che aveva definito la misura "un bonus per le famiglie di immigrati".


Il comunicato dem boccia senza appello anche la relazione del presidente sulla manovra di assestamento, definita "una pura lista della spesa priva di qualsiasi orizzonte". Temi cruciali come invecchiamento, povertà e disagio giovanile sarebbero stati "completamente dimenticati".


"Affermazioni che si commentano da sole", concludono i democratici, promettendo battaglia in aula durante la discussione generale di lunedì. Una polemica che rischia di infiammare ulteriormente il dibattito politico trentino, dividendo ancora una volta maggioranza e opposizione su temi sensibili come immigrazione e identità territoriale.


La questione del bonus terzo figlio si trasforma così da misura demografica a caso politico, con il Pd che alza i toni e parla apertamente di "propaganda" e derive "quasi razziste".

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