Il racconto

Mangia grazie alla “pizza sospesa”, poi trova un lavoro e torna per donarne una

La bella storia raccontata da Ibris, titolare dell’omonimo locale in via Cavour a Trento: "Mi hanno insegnato che quello che si fa, prima o poi, ritorna. Quello che non mi avevano detto è la felicità di quando questo succede"

TRENTO. «Mi hanno insegnato che quello che si fa, prima o poi, ritorna. Quello che non mi avevano detto è la felicità di quando questo succede». Inizia così la bellissima storia raccontata da Ibris, titolare dell’omonima pizzeria in via Cavour a Trento, locale affermato tra chi apprezza pizze e focacce gourmet. Da qualche tempo il locale ha istituito la “pizza sospesa”, prendendo spunto dalla tradizione del “caffè sospeso”.

Di che si tratta? Semplice: si può pagare una pizza, un trancio o una focaccia e lasciarla a disposizione di chi ha bisogno e non se la può permettere. Un’iniziativa solidale che ha avuto subito un grande successo. E che riserva grandi soddisfazioni soprattutto dal lato umano. Come dimostra la storia raccontata sui social da Ibris, che riguarda proprio un suo cliente che, in un momento di difficoltà, ha usufruito del servizio e ha potuto mangiare proprio grazie alla “pizza sospesa”.

Nei giorni scorsi quello stesso cliente è tornato in pizzeria, ma invece di mangiare una pizza che qualcun altro aveva pagato, ha voluto lasciarne lui una “in sospeso”, ricambiando così il geto di generosità di cui aveva beneficiato. Racconta Ibris: «Da poco è riuscito a trovare lavoro e, una delle prime cose che ha fatto, è stata passare a trovarci e pensare a chi non sta passando un bel momento».

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