Insegnanti di sostegno, in Trentino vuote 116 cattedre a tempo indeterminato
La denuncia della Cgil: “Situazione drammatica alla scuola primaria con 72 posti vacanti. La Giunta dovrebbe modificare la legge che definisce i criteri di accesso ai posti a tempo indeterminato per sostegno rendendoli più flessibili vista la difficoltà attuale”
TRENTO. Il diritto a un'istruzione di qualità in Trentino non è ancora per tutti. È questa l'amara constatazione di Flc del Trentino a poche ore dalla conclusione delle chiamate per coprire le cattedre a tempo indeterminato per il sostegno in Trentino. Ben 116 posti sono rimasti vuoti. Vuol dire la totalità alla scuola primaria, con 72 cattedre scoperte perché non si è fatto il concorso, mentre dove è stato fatto si è dimostrato del tutto insufficiente. Lo denuncia la Flc Cgil del Trentino in una nota.
È il caso delle medie dove a fronte di 36 posti disponibili ne restano 16 vacanti e delle superiori dove, addirittura, su 36 posti disponibili ne sono stati occupati appena 8.
"Lo abbiamo già denunciato e lo ribadiamo. Siamo di fronte ad un'assenza di lungimiranza e coraggio da parte di Dipartimento Istruzione e, gioco forza, di assessorato - denunciano Raffaele Meo e Stefano Cristofori, segretario e funzionario del sindacato scuola di Via Muredei -. Vanno modificati i criteri di selezione, vanno aumentati i posti per la specializzazione Tfa per formare più insegnanti di scuola secondaria e va eliminato il numero chiuso per l'iscrizione a Scienze della formazione primaria, per avere più docenti con titolo specifico. Da molti anni la FLC chiede l'attivazione del corso di laurea specifico per l'insegnamento nella scuola primaria all'Università di Trento, ma nulla è cambiato. Va trovato il coraggio di programmare assunzioni nel numero giusto, non al di sotto del reale fabbisogno della scuola trentina”.
”Vale per i posti ordinari e ancora di più per il sostegno dove gli insegnanti svolgono il compito delicatissimo di accompagnare nell'apprendimento i bambini e i ragazzi con maggiore difficoltà. La verità è che ancora una volta pagheranno questi studenti e le loro famiglie che a settembre non avranno continuità didattica e forse nemmeno personale adeguatamente specializzato".
Perché i posti a tempo indeterminato che restano vuoti sono solo la punta dell'iceberg. Accanto a questa centinaia di posti liberi ce ne sono, presumibilmente, altrettanti a tempo determinato. "I numeri certi non li abbiamo perché il Dipartimento non li comunica mai. È sicuro però che alcuni di questi posti saranno occupati da personale precario, altri da personale senza specializzazione, con buona pace di competenze e professionalità specifiche".
Le soluzioni per il sindacato, però, ci sarebbero. In primo luogo la Giunta dovrebbe modificare la legge che definisce i criteri di accesso ai posti a tempo indeterminato per sostegno rendendoli più flessibili vista la difficoltà attuale. "Siamo alla vigilia della discussione in aula dell'assestamento. Si faccia un emendamento che modifichi l'attuale criterio di tre anni di servizio, di cui almeno uno di sostegno, per accedere al concorso".