Addio a Italo Prosser, medico e uomo di cultura
Urologo, accademico degli Agiati e autore di tante pubblicazioni sulla storia locale: aveva 97 anni. Il funerale oggi (15 luglio) alle 10 a Noriglio
TRENTO. Lutto nel mondo della medicina e della cultura. All'età di 97 anni si è spento Italo Prosser, medico urologo, ricercatore di storia locale e autore di numerose pubblicazioni riguardanti luoghi, edifici e personaggi del territorio, in particolare di Rovereto e di Noriglio dove era nato e risiedeva (a Zaffoni). Dopo la laurea in medicina aveva esercitato come medico condotto in val di Non e nel Bleggio.
La specializzazione in urologia (e la successiva nomina a professore) lo aveva portato ad esercitare la professione a Pavia, Cantù e Castelfranco Veneto per rientrare poi in città all'ex Cassa malati e alla Solatrix (è stato anche medico volontario dei frati di Santa Caterina). I funerali si svolgeranno oggi martedì 15 luglio alle 10 nella chiesa parrocchiale di Noriglio.
«La sua produzione scientifica, avviata a partire dagli anni Cinquanta e per lungo tempo dedicata ad argomenti di carattere medico - ricorda Carlo Andrea Postinger segretario dell'Accademia degli Agiati di cui dal 2000 Prosser era socio della Classe di Scienze matematiche, fisiche e naturali - si è successivamente rivolta a temi storici dando così soddisfazione alla sua passione per la ricerca d'archivio e al suo interesse per le vicende, anche minute, del passato delle comunità e degli ambienti cui si sentiva più legato». Tra le sue prime pubblicazioni storiografiche, dell'inizio degli anni Novanta, si annoverano uno studio sulla Società medico-chirurgica roveretana, un'edizione delle memorie della madre Vittoria Fait Prosser, e un lavoro sull'ambiente e la storia del Finonchio. Ma sono opere come i numerosi volumi e articoli dedicati a varie chiese e cappelle della Vallagarina ad attestare il suo metodo di lavoro, fondato essenzialmente su pazienti ricerche bibliografiche e documentarie finalizzate alla raccolta di ogni genere di notizie e testimonianze utili, che talvolta gli consentivano, oltre ad articolate ricostruzioni, anche qualche correzione e puntualizzazione di conoscenze pregresse.
Nell'impossibilità di citare i numerosi titoli della sua vasta e varia produzione - conclude Postinger - va segnalata almeno quella che è forse la sua opera maggiore, ovvero il ponderoso "Noriglio: cronaca della comunità" del 1999, senza dimenticare "I Prosser di Saltaria dal 1460 al 2007". Collaboratore di riviste locali quali anzitutto "I Quaderni del Borgoantico", ma anche "I Quattro Vicariati e le zone limitrofe" e "Il Comunale", tra i suoi scritti per l'Accademia degli Agiati si deve ricordare la biografia del dottor Guido de Probizer, protagonista della lotta alla pellagra in Vallagarina, pubblicata nel volume "I buoni ingegni della patria", del 2002».
«Grande medico chirurgo, già libero docente all'università di Pavia - lo ricorda Mario Cossali - e appassionato studioso del territorio roveretano, con la spiccata predilezione per i luoghi della spiritualità, ma non solo. Aveva esordito come "scrittore" curando un libro bellissimo, dal titolo evocativo e poetico, "Cerano le cigliege matture ma non le abbiamo assagiate" di Vittoria Fait Prosser, la madre, profuga con la famiglia nella prima guerra mondiale. Italo Prosser aveva trovato nella ricerca sulla storia del territorio che amava le ragioni profonde di una particolare partecipazione civica e sociale. Grazie alla sua tenacia è riuscito a riportare alla luce alcune storie importanti di monumenti dimenticati, distrutti, non curati e a stimolare nella e nelle comunità una maggiore consapevolezza del patrimonio storico, artistico, naturale spesso intrecciati. Troviamo molti titoli: "Il Santuario della Madonna de La Salette a Trambileno", "La chiesa di San Giovanni ad Ala", "La chiesa di San Pancrazio a Marano d'Isera", "El pra' de le moneghe-Cronistoria del monastero di Santa Croce nell'antico comune di Lizzana", "La Chiesa di S. Biagio a Rovereto", "La cappella di San Romedio con annessa casetta dell'eremita alle Fucine di Sacco", "Due passi nel sacro Terragnolo", "Contrada del Malcanton e altri angoli poco noti della vecchia Rovereto". Si stacca da questo gruppo "Finonchio - ambiente, storia, escursioni", che è una pietra miliare del suo legame ancestrale con il territorio di Noriglio e del Monte Finonchio e che può essere letto da tutti con piacevole profitto e che si rivela molto utile per escursioni documentate» conclude Mario Cossali.