L’alcolock a bordo d’auto, si attendono le istruzioni: “Non sappiamo chi lo installa e come”
Il dispositivo è per chi viene sorpreso ubriaco al volante. Autoriparatori e carrozzieri perplessi: “Sulle auto particolarmente vecchie l’installazione di questo strumento potrebbe essere impossibile”
TRENTO. Un "soffio" a zero alcol per mettere in moto il proprio veicolo, altrimenti si resta a piedi. È questo il principio dell'alcolock, il dispositivo capace di impedire l'accensione del motore in caso di positività all'alcoltest, previsto dalla riforma del Codice della strada voluta dal ministro dei trasporti Matteo Salvini. Funziona come un etilometro digitale: prima di accendere l'auto, il guidatore deve soffiare in un boccaglio. Se è rilevata la presenza di alcol, si blocca l'accensione.
L'installazione dell'alcolock è tra le sanzioni comminate a chi viene sorpreso alla guida in stato di ebbrezza: l'obbligo di avere il dispositivo a bordo durerà due anni per chi ha superato gli 0, 8 g/l di tasso alcolemico e tre anni per chi ha oltrepassato gli 1, 5 g/l. Lo scopo dichiarato è evitare che i recidivi tornino a guidare, ma sulle modalità di montaggio dell'alcolock restano dubbi.
Gli operatori attendono ancora i decreti attuativi, sebbene il ministro abbia già firmato le linee guida. «Ogni legge che punti a ridurre gli incidenti è positiva - afferma il presidente degli Autoriparatori trentini Marcello Vianini - Ma la situazione è ancora ingarbugliata, mancano le norme attuative che precisino chi e come debba installare questi dispositivi».
Riflette Vianini: «Oggi esistono veicoli a motore termico, ibridi ed elettrici, e non è semplice inserirvi tali dispositivi, non c'è un banale tasto on-off. Inoltre, per le auto nuove queste modifiche andrebbero segnalate alle case produttrici». Senza dimenticare che l'installazione dell'alcolock ha costi elevati, attorno ai 2mila euro.
Restano poi alcune ambiguità: cosa accade se un veicolo è condiviso da due coniugi e solo uno ha commesso l'illecito? Anche all'altro coniuge, quello per così dire "incensurato", sarà impedito di mettersi in viaggio perché ha bevuto un bicchiere di vino? «La sanzione colpisce la persona e non l'auto - conferma Vianini - C'è anche il caso di chi possiede più mezzi: dovrà montarli su tutti, altrimenti aggirare la sanzione sarà facile».
Gli Autoriparatori sono appena usciti da un incontro a Trento con Confartigianato, che ha confermato queste perplessità, e attendono nei prossimi giorni chiarimenti da Roma. Nelle linee guida del ministero dei Trasporti, si legge che sul sito www.ilportaledellautomobilista.it sarebbe presente l'elenco degli installatori autorizzati e dei modelli di veicoli compatibili con ogni tipo di alcolock. «Ma noi non siamo riusciti a trovare queste informazioni sul portale», ha riferito Vianini. L'Aiped (Associazione italiana periti estimatori danni) ha evidenziato che il decreto del Ministero sull'alcolock «presenta alcune criticità potenzialmente foriere di contenziosi legali e ricorsi da parte degli automobilisti».
Anche Federcarrozzieri ha sollevato dubbi: «Il parco auto italiano è molto datato, con quasi il 22% delle vetture circolanti che ha oltre 19 anni di età. Ciò comporta un rischio concreto che, su molte di queste auto particolarmente vecchie, l'installazione dell'alcolock risulti impossibile».