Scuola

Enaip di Villazzano, mamma contro i tagli: «Mio figlio vuole fare il meccanico, sogno infranto»

Risultano 21 gli studenti esclusi dall’unica sezione ora attiva dell’indirizzo “Operatore della riparazione di veicoli a motore”: restano fuori molti aspiranti, selezionati con un test d'ingresso dopo aver frequentato il primo anno della formazione professionale comune. Fino a tre anni fa il corso per autoriparatori offriva due sezioni, poi la riduzione in attesa di un intervento della Provincia

di Laura Modena

TRENTO - Sono addirittura 21 gli studenti esclusi dall’unica sezione attualmente esistente dell’indirizzo “Operatore della riparazione di veicoli a motore” dell’Enaip di Villazzano (foto). Ragazzi appena giunti con successo al termine della classe prima della Formazione professionale, che prevede un piano di studi comune a tutti gli indirizzi, convinti di proseguire poi all’indirizzo specifico per diventare meccanici.

Tra i molti che non potranno accedere al corso per autoriparatori, una sola classe con al massimo 20 studenti, c’è anche Davide, 15 anni, della Val di Gresta, uno dei 41 ragazzi che ha provato a sostenere il test di ingresso, conseguendo però un risultato negativo.

«Ma tutto questo è inaccettabile - interviene Beatrice Gobbi, madre di Davide e rappresentante di classe - . Sono troppi i ragazzi esclusi, studenti che hanno iniziato un percorso di formazione in questo istituto con un obiettivo ben chiaro: diventare meccanici. Tutto il resto a loro non interessa, inutile dunque proporre di cambiare strada e fare i carrozzieri».

Già, perché all’indirizzo “Operatore di carrozzeria” di posti disponibili ce n’erano invece parecchi e quindi agli studenti alcuni professori avevano proposto di considerare quest’altra possibilità.

«Con tutto il rispetto per ogni corso di studi e per ogni lavoro - prosegue la signora Gobbi - ma fare il carrozziere o fare il meccanico non significa svolgere la stessa professione, sono richieste competenze e abilità diverse. Tra l’altro quella del meccanico è una figura sempre molto ricercata sul nostro territorio.

Ci lamentiamo che i giovani rifiutano i lavori di tipo manuale e quando abbiamo ragazzi così motivati cosa facciamo? Consigliamo loro di cambiare strada? Non ha senso dire agli studenti di formarsi per diventare carrozzieri quando loro desiderano solo diventare meccanici».

Ambizioni chiare che costano anche dei sacrifici come, nel caso di Davide, ore trascorse ogni giorno sui mezzi di trasporto per raggiungere la scuola di Villazzano. Appena concluso l’anno scolastico Davide ha sostenuto la selezione per entrare all’indirizzo “Autoriparatori” e, dopo le prove di italiano e matematica scritte, ha affrontato un colloquio motivazionale, certo del risultato positivo.

«E invece è arrivato al 26esimo posto e non è stato preso - spiega la madre - e come lui altri 20 ragazzi. Mi chiedo anche che senso abbia una selezione se siamo ancora nell’obbligo formativo, quando per entrare a Medicina è stato tolto il test di ingresso. Un paradosso».

Se fino a tre anni fa il corso per autoriparatori offriva due sezioni, andando quindi incontro alle richieste di almeno 40 ragazzi, in seguito è stato ridotto a una sola sezione.

«Probabilmente per un problema di spazi - precisa Gobbi - e non di organico. A scuola ci hanno infatti spiegato di aver fatto richiesta in Provincia per avere un nuovo laboratorio di carrozzeria, come previsto dal Piano per l’offerta formativa. In assenza di questo, nel frattempo una sezione del corso “autoriparatori” è stata eliminata per far posto ai carrozzieri».

Altre madri, così come la signora Gobbi, non si sono date per vinte e a fine aprile hanno deciso di interpellare direttamente l’assessore provinciale all’Istruzione Francesca Gerosa, unitamente alla dirigente del “Servizio Formazione professionale, formazione terziaria e funzioni di sistema” Cristina Ioriatti e alla preside dell’Enaip Paola Coccia.

«Non ho ricevuto riscontri se non una risposta per iscritto dalla preside Coccia che a giugno mi comunicava di aver tentato di trovare una soluzione ma senza esito, e un colloquio telefonico con la dirigente Ioriatti che sembrava volesse venire incontro alle nostre richieste.

Poi più nulla e a questo punto siamo tutti molto preoccupati per il futuro formativo e professionale dei nostri figli. Per garantire la formazione a Davide - conclude la madre - ora mi sto muovendo per cercare un corso fuori Provincia, ma per me è una vergogna».

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