Religione

Roma, la celebrazione per San Vigilio: “La sua Chiesa è fondata sui migranti”

Storia della chiesa romana (con radici trentine) affidata dall’ex Pontefice Franciscus ad uno dei papabili come successore (Advincula), è stata gestita dall’arcidiocesi trentina, prima di passare sotto quella romana 

ROMA - Tre giorni di celebrazioni, riflessioni e momenti di festa hanno animato la parrocchia romana intitolata a San Vigilio, patrono del Trentino, in occasione della ricorrenza a lui dedicata. Un evento che ha riunito la comunità del quartiere e non solo, sottolineando il ruolo delle migrazioni e del dialogo nella costruzione delle identità collettive.
 

Sabato 28 giugno si è svolta la giornata conclusiva, che ha visto la partecipazione dell’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ospite d’onore della manifestazione. Durante il suo intervento, ha sottolineato il valore simbolico dei migranti nella storia delle comunità, ricordando le origini della Chiesa fondata anche grazie al contributo di tre migranti cappadoci – Sisinio, Martirio e Alessandro – collaboratori di San Vigilio. “Le nostre comunità – ha detto – sono già oggi rivitalizzate dai migranti”.
 

Accanto al richiamo storico e culturale, Tisi ha rivolto una riflessione più ampia sul senso di appartenenza, sull’inclusione e sulla capacità delle comunità di costruire spazi di convivenza reale. Ha parlato della necessità di superare logiche di esclusione, di coltivare la capacità di confronto anche nei contesti segnati dal conflitto, e di valorizzare il perdono come strumento di forza e non di debolezza.


La festa si è sviluppata nell’arco di tre giornate, dal 26 al 28 giugno, con appuntamenti liturgici, incontri pubblici, eventi musicali e momenti di socialità, tra cui una processione e uno spettacolo pirotecnico finale. Tra gli ospiti anche il cardinale vicario del Papa, Baldassare Reina, e monsignor Dario Gervasi, segretario del Dicastero per i laici.


La parrocchia di San Vigilio venne eretta nel maggio del ‘68 dal Cardinale Vicario Angelo Dell’Acqua: per anni guidata da sacerdoti trentini: si tratta di un edificio contemporaneo, che ha una storia ampia per presenze papali. Fu infatti Papa Giovanni Paolo II a visitarla nel novembre del ‘93, mentre Papa Francesco scelse di designarla come chiesa titolare nel 2020, nominando il cardinale filippino Jose Advincula (il filippino, tra i potenziali successori di Bergoglio) come titolare. 

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