Università

Caso Barbie BR, arriva la condanna da parte del Consiglio Studentesco: “No al linciaggio e alle strumentalizzazioni”

Dopo la lettera di Agnese Tumicelli, in cui veniva descritto il disagio provato nelle accuse politiche (e non), ecco la risposta del Consiglio Studentesco, formato da membri di Udu e Unitin, che hanno supportato la posizione dell’ex presidentessa 

LA LETTERA La posizione di Tumicelli, le scuse e le accuse 
IL DIBATTITO La maglietta e la foto incriminanti 

TRENTO - Dopo il caos generato dai post social a tema “Barbie BR”, e le conseguenti dimissioni della (ex) presidentessa del Consiglio Studentesco, la questione sembrava risolta, fino alla presa di posizione dei membri che formano il Consiglio: i partecipanti delle due principali associazioni di rappresentanza studensca, Udu e Unitin, hanno supportato la posizione di Agnese Tumicelli, che aveva – a sua volta – condannato il ruolo della politica e della propria questione personale.  

La rappresentanza studentesca di Trento condanna il linciaggio e le strumentalizzazioni di questi giorni. Serve coraggio: le ingerenze dei partiti nell’Università vanno fermate”, scrivono loro in una lettera congiunta.

“Gli errori commessi sono stati ammessi e pagati: non per questo possiamo ignorare le modalità con cui è stata costruita la gogna mediatica. Le continue ingerenze nell'Università vanno fermate e ci aspettiamo che l’Ateneo sia sempre di più al nostro fianco nel preservare l'indipendenza dai partiti”.

“La Presidente del nostro Consiglio Studentesco ha rassegnato le proprie dimissioni. Riconosciamo la gravità degli errori commessi, ma questa vicenda ha evidenziato in modo brutale quanto la rappresentanza studentesca sia oggi esposta a un ingerenza partitica e mediatica nociva".
 

“È inaccettabile che una studentessa, pur ricoprendo un ruolo di rappresentanza, venga attaccata in Parlamento, messa alla gogna mediatica a livello nazionale e colpita profondamente nella sua sfera personale. È giusto che chi commette degli errori ne capisca la portata e paghi un prezzo, ma questo deve essere proporzionato”.
 

“Non solo: la narrazione mediatica, in molti casi, ha travisato la vicenda, decontestualizzando informazioni e alimentando una percezione distorta, funzionale più a logiche di sensazionalismo che di corretta informazione.

Il tutto fomentato da dinamiche partitiche che stanno diventando ogni giorno più invasive della vita universitaria. La rappresentanza studentesca deve rimanere prerogativa degli studenti. Non è sostenibile che la governance di Ateneo continui a ricevere pressioni, in pubblico e in privato, su come dovrebbe condurre il proprio lavoro.
 

L’attacco lanciato dal deputato non sfugge a questa logica. È preoccupante vedere come utilizzi il proprio potere e visibilità per intaccare l'indipendenza costituzionalmente garantita dell’università e inserirsi nel mondo delle associazioni studentesche. Diventa sempre più urgente un cambio di passo. Ci aspettiamo che l’Università sia al nostro fianco in un più fermo contrasto di queste infiltrazioni. Sappiamo che servirà coraggio, ma è necessario per fare la cosa giusta ed evitare di cadere in doppi standard”, hanno affermato in conclusione.

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