Precari dell’Università, anche a Trento proteste contro i tagli agli atenei e alla ricerca
Nel mirino il governo Meloni. La riduzione complessiva di risorse che nel prossimo triennio ammonterà oltre un miliardo di euro
TRENTO. Oggi, 12 maggio, a Trento come in moltissime altre città italiane i precari degli atenei si sono mobilitati con uno sciopero contro i tagli del governo Meloni. La riduzione complessiva di risorse che nel prossimo triennio ammonterà oltre un miliardo di euro. Una sforbiciata che comporterà inevitabilmente tagli alla ricerca pubblica, aumento del precariato in un settore dove i numeri delle lavoratrici e dei lavoratori non stabili sono elevatissimi, ma anche minori servizi, crescente esternalizzazione per tagliare il costo del lavoro, fino alla chiusura di corsi di laurea e progetti di ricerca.
Uno scenario che purtroppo si sta già materializzando in alcuni atenei italiani. Per questa ragione Flc Cgil sostiene le rivendicazioni giuste dei precari della ricerca ed è a fianco della loro battaglia.
In particolare in Trentino dove la nascita dell’Ateneo ha rappresentato un tassello fondamentale della crescita della comunità ridimensionare la ricerca e precarizzare ulteriormente le condizioni di lavoro di chi vi opera equivarrebbe a depotenziare la nostra Università di eccellenza - frutto anche dell'impegno di queste lavoratrici e lavoratori precari - a ridurne la forza attrattiva e, inevitabilmente, a comprometterne il contributo che questa dà ad uno sviluppo equo e duraturo della comunità locale.