Ianeselli dopo il blitz antidroga: «Molti i segnali che c'era qualcosa di poco pulito»
Il sindaco di Trento interviene e ringrazia gli inquirenti dopo la vasta operazione su una rete che ha riguardato bar e ristoranti: «I primi ad accorgersene sono stati gli esercenti onesti, che avevano a che fare con una concorrenza a dir poco sleale. L'aspetto più allarmante riguarda le collusioni con i vertici di una società pubblica che, secondo gli inquirenti, favorivano gli affari dei malavitosi»
BLITZ Finanza: 37 misure cautelari, 70 indagati, sequestrati ristoranti e bar
VIDEO Droga e riciclaggio: esercizi commerciali sequestrati a Trento, Lavis e Andalo
TRENTO - «Non è un fulmine a ciel sereno l'operazione che oggi ha smantellato una ramificata organizzazione criminale dedita a riciclare i proventi dello spaccio di stupefacenti nella gestione di bar, alberghi e ristoranti della città. I segnali che c'era qualcosa di poco pulito erano plurimi: i primi ad accorgersene sono stati naturalmente gli esercenti onesti, che avevano a che fare con "colleghi" dai metodi un po' troppo rudi e con una concorrenza a dir poco sleale. Di recente alcuni mi avevano confidato di essere esasperati e anche sfiduciati perché temevano che il marcio nascosto dietro a una facciata di rispettabilità non sarebbe mai venuto a galla. A loro ho sempre detto di avere fiducia nelle autorità competenti".
Lo ha scritto il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, dopo che la guardia di finanza locale, nell'ambito di un'indagine di polizia economico-finanziaria delegata e coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito 37 misure cautelari.
«Anche se tutto sembrava fermo, la guardia di finanza, coordinata dal Procuratore di Trento Sandro Raimondi, aveva già avviato le indagini e raccolto gli elementi che hanno portato ai sequestri e agli arresti di oggi.
Alcuni sviluppi dell'inchiesta - che pure non mi sorprendono - sono davvero inquietanti. Perché il malaffare scoperto dalle indagini non si esaurisce nel perimetro della gestione di alberghi e ristoranti.
Un capitolo riguarda le collusioni con i vertici di una società pubblica che, secondo gli inquirenti, favorivano gli affari dei malavitosi.
Questo è davvero l'aspetto più allarmante della vicenda, perché dimostra che il sistema trentino è vulnerabile e può essere infiltrato anche ai massimi livelli. Stamattina l'esercente di un bar cittadino mi ha chiamato in lacrime. Non riusciva a smettere di piangere. Lacrime di sollievo, dovute alla tensione accumulata in questo ultimo periodo e alla prospettiva concreta di voltare finalmente pagina.
Oggi è dunque doveroso rivolgere un grande ringraziamento alla Procura e alle Fiamme Gialle che hanno colto i segnali di disagio e si sono messi subito al lavoro. Agli imprenditori onesti, a chi come me ha un incarico pubblico, dico: continuiamo a vigilare, a tenere alta la guardia, a segnalare. E, soprattutto, ad aver fiducia nelle forze dell'ordine e nella giustizia», conclude Ianeselli.